Marocchino pesta la figlia: «vive all’occidentale». Parla italiano, si trucca, non ama pulire casa…

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Immigrato marocchino pesta la figlia perché “vive all’occidentale”. Quante volte l’abbiamo letto. Quante ancora dovremo scriverlo… Nel Belpaese del meltingpot succede ancora: stavolta a Firenze, la città cultrice del bello, culla del rinascimento, meta di turisti e casa d’accoglienza di immigrati a cielo aperto come tutte le nostre città. E allora, è proprio tra le pareti domestiche di un’abitazione come tante che si svolge il dramma quotidiano di una ragazza, ma anche di sua madre, costrette a vivere i precetti dell’Islam rigorosamente imposti dal capo famiglia.

Marocchino pesta la figlia perché «vive all’occidentale»

Non a caso, allora, è proprio con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati che, sabato scorso, la polizia ha arrestato a Firenze un uomo di 50 anni, originario del Marocco. Gli agenti erano intervenuti nell’abitazione in cui l’immigrato risiede, su richiesta della moglie, che era stata aggredita e minacciata dal marito. Secondo quanto ricostruito dai poliziotti, il 50enne avrebbe picchiato per anni la moglie. E, non contento, nel mirino delle sue punizioni, da qualche tempo era entrata anche la figlia, oggi 17enne.

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La ragazza 17enne vuole cominciare a truccarsi e parla l’italiano

La quale, come tutte le sue coetanee, italiane o straniere che vivono in Italia, parla in italiano, Comincia a volersi truccare. Di tanto in tanto mostra segni di insofferenza alle rigide disposizioni del genitore, severo quanto manesco nel farsi obbedire. Un padre-padrone, l’immigrato marocchino, che accusa la figlia adolescente di vivere «alla maniera occidentale». Non solo alla ragazza il padre imputava di parlare italiano e di volersi truccare. Ma, stando alla cronaca degli ultimi maltrattamenti sfociati in violente percosse, ormai ogni spunto era buono per punire e indottrinare secondo i suoi dettami religiosi, la figlia 17enne.

Le ha spezzato un manico di scopa sulla schiena perché non ha fatto le faccende di casa

Dunque, venendo a sabato, secondo quanto ricostruito sulla base dei racconti delle vittime, l’immigrato marocchino, il giorno del compleanno della figlia, le avrebbe spezzato un manico di scopa sulla schiena perché non aveva fatto le faccende di casa. Una situazione che ha del medievale. E che con la rinascimentale Firenze e la cultura e la mentalità del Paese ospitante, nulla a che a fare. Un ennesimo caso di integrazione mancata. Forse addirittura rinnegata, su cui i guru dem, maitre a penser del rito dell’accoglienza a tutti i costi, dovrebbero riflettere.

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