Al Senato i poltronisti stanno offrendo di tutto ai renziani. “Cinque o sei sono disponibili…”

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Al Senato lavori in corso per costituire un nuovo gruppo. Si punta  di arrivare a quota 18. Cinque-sei renziani già pronti a lasciare l’ex premier. Gli organizzatori affermano che si tratta di una vera “operazione politica” finalizzata a dare vita a una “maggioranza autorevole” al Senato. Chi sta lavorando a questo progetto spiega all’Adnkronos che l’obiettivo è di rimanere perfettamente in linea con le indicazioni arrivate dal Quirinale. «Non una cosa raccogliticcia, insomma», sottolineano fonti parlamentari.

Senato, il nuovo gruppo

Il “progetto”, come viene definito, cui si sta lavorando in queste ore al Senato con una serie di riunioni, sarebbe quindi destinato a prendere la forma di un nuovo gruppo parlamentare. Qualcosa di più strutturato di quel “Maie-Italia23” annunciato oggi, per ora un semplice cambio di nome di una componente del gruppo Misto.

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Maggioranza rafforzata

«Stiamo lavorando ad una maggioranza rafforzata, ad un vero governo della rinascita», dice non a caso uno dei senatori coinvolto nell’operazione. “Rafforzata” perché a fare la differenza in questa “operazione” sarebbe un drappello di senatori non considerati in modo organico nella maggioranza fino a oggi.

I numeri

Difficile estorcere qualche numero, ma sino a stamane si parlava di 18 componenti per il nuovo gruppo. La situazione cambia di ora in ora e i numeri continuano a oscillare. Ma, questo dice il tam tam di palazzo Madama, di certo sono coinvolti alcuni esponenti di Italia viva, pronti a dire addio a Matteo Renzi.

In fuga da Renzi

Quanti? Anche qui rigoroso riserbo, ma si parla di 5-6 senatori prossimi a dire addio all’ex premier Matteo Renzi. Del resto tra i senatori di Italia Viva l’agitazione e qualche malumore per la piega presa dalla crisi e l’esito della legislatura (e perché no del proprio futuro) serpeggia. Una agitazione emersa già ieri nel corso di alcune riunioni.

Senato, il simbolo

Ultima questione, il simbolo. Come è noto, per questioni di regolamento al nuovo gruppo serve un marchio già registrato, che abbia corso alle elezioni. In queste ore tutti gli occhi sono puntati su quello dell’Udc e su quello del Psi. Ma, almeno per quello che riguarda Riccardo Nencini e il segretario socialista Vincenzo Maraio, non è detto decidano di togliere il simbolo a Matteo Renzi e a Iv che, grazie a loro, nel 2019 hanno potuto costituire il gruppo al Senato.

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