Prof. Zangrillo: “Al San Raffaele quattro pazienti al giorno, non è emergenza”

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In quasi “silenzio stampa” dopo diverse polemiche, Alberto Zangrillo, primario di terapia intensiva e rianimazione del San Raffaele di Milano, prova a rendere nuovamente pubblica la sua dose di ottimismo riguardo alla situazione del Covid. La Lombardia, dopo il periodo natalizio, “rientra” nella “scala cromatica” col colore arancione, che significa divieto di uscire dal proprio Comune ma anche bar e ristoranti chiusi (se non per l’asporto e la consegna a domicilio), senza più la “mitigazione” delle visite a parenti e amici, consentite solo fino al 6 gennaio. “Le strutture sanitarie della mia regione non sono in sofferenza”, ha dichiarato Zangrillo. “Dal 22 dicembre nel mio ospedale ricoveriamo una media di quattro pazienti Covid al giorno. I medici sul territorio fanno la loro parte e purtroppo continuano a morire molte persone indipendentemente dall’infezione virale”. Lo riporta Milano Today.

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“Tanti contagi non sono automaticamente un’emergenza” – “Un elevato numero di contagi – ha aggiunto – non si traduce necessariamente in un’emergenza sanitaria. Convivere con i virus, non con il virus richiede: nervi saldi, grande attenzione ai numeri della clinica, profilassi vaccinale con un piano realistico e non utopistico, credere nell’azione di un sistema sanitario che si occupi con tempestività e rigore di tutte le patologie. Basta con i titoli ad effetto dei media che servono solo a disorientare, spaventare e proporre banalità”.

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