Giuseppe Conte, l’indiscrezione sul Mes: “Rischiamo di non avere i voti in aula”, teme di cadere per colpa del M5S

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Giuseppe Conte è preoccupato dall’alto costo politico che può comportare dire sì al Mes, come già ha fatto il Pd con toni trionfalistici. “Rischiamo di non avere i voti in aula, perché attivare il fondo salva-Stati oggi vorrebbe dire spaccare il M5S”: è questa la considerazione che, secondo La Stampa, il premier avrebbe fatto dopo aver saputo del via libera dell’eurogruppo al Mes light, ovvero senza condizionalità per le spese sanitarie. Gran parte dei grillini temono però che la formula trovata non annulli le condizioni, presenti nei trattati europei, di rientro a un debito sostenibile.

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In altri termini, scrive La Stampa, continuano a considerare una probabilità il rischio di ritrovarsi la Troika in casa quando l’emergenza sarà finita, l’Europa tornerà al patto di stabilità e l’Italia avrà un indebitamento molto più elevato. Sarà quindi difficile trattare con il M5S, che ritiene il Mes uno strumento inadeguato: sarà necessario giungere ad un compromesso. Conte guarda già all’appuntamento in Parlamento dei primi di giugno: alla vigilia del consiglio europeo chiederà il voto su una risoluzione di maggioranza che dovrà dare il via libera dell’Italia al pacchetto di strumenti che, oltre al Mes, comprende il fondo Sure e la Banca europea degli investimenti. È un passaggio cruciale, scrive La Stampa, e il premier deve arrivarci con la coalizione compatta per evitare che la fronda sovranista del M5S e l’antieuropeismo di Alessandro Di Battista prendano il sopravvento.

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