Poliziotti danno permessi di soggiorno in cambio di soldi, viaggi e regali: 2 arresti

Loading...

In cambio di denaro, viaggi, pasti in ristoranti esclusivi e anche vestiti, due poliziotti hanno agevolato le procedure per il rilascio dei permessi di soggiorno di alcuni stranieri. E uno di loro ha anche preso parte a una truffa ai danni di un’assicurazione, cercando di corrompere un altro agente. Tutto questo è accaduto nel Milanese, dove martedì mattina due persone sono finite in manette e un’altra è stata sospesa dal servizio per un anno.

Loading...

In particolare, al termine delle indagini coordinate dalla procura della Repubblica di Monza e dopo i provvedimenti del Gip Silvia Pansini, sono stati messi ai domiciliari l’assistente capo della Polizia di Stato, G.D., e l’imprenditore egiziano che segnalava ai due agenti corrotti i migranti bisognosi di un titolo di soggiorno, soprattutto magrebini. Ad S.A., ex appartenente della Polizia di Stato non più in attività, è stata invece notificata l’interdizione all’esercizio di pubblico ufficio o servizio per un anno. 

I due poliziotti e l’imprenditore sono accusati a diverso titolo di reati in materia di immigrazione e corruzione, di fraudolento danneggiamento di beni assicurati e istigazione alla corruzione. I fatti risalgono al triennio 2014-2016, periodo in cui gli agenti erano in servizio al commissariato di Sesto San Giovanni. Le indagini, condotte tra il 2016 e il 2017, hanno fatto emergere il contesto di corruzione in cui operavano i due poliziotti servendosi dell’ausilio dell’egiziano.

Il quadro accusatorio è più grave per l’assistente capo G.D., che ha anche partecipato a una frode assicurativa redigendo false annotazioni di polizia giudiziaria, oltre a cercare di corrompere un altro operatore perché scrivesse un atto falso.

Loading...

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.