Nell’anno dei lockdown e della “dittatura sanitaria” è boom di clandestini: “E la Lamorgese punisce italiani”

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È stato un 2020 di decrescita quello dell’Italia. A causa della pandemia, i principali indicatori economici del Paese fanno segnre un segno negativo e un ribasso maggiore rispetto a quello al quale eravamo abituati. Non che gli altri anni in Italia ci fosse un boom economico, ma la situazione era senz’altro migliore rispetto a quest’anno. Eppure, in una sfilza di segni negativi, un segno positivo c’è ed è quello dell’immigrazione. Come riporta Libero nel quotidiano in edicola oggi, grazie al governo Conte gli sbarchi di migranti in Italia sono triplicati rispetto all’anno precedente.

L’incremento degli arrivi di migranti sulle coste italiane sembra un ossimoro vista l’attuale situazione. Con un Paese che ha vissuto un lockdown totale di quasi due mesi tra marzo e aprile e la maggior parte dell’anno vissuta tra restrizioni e distanziamento, com’è stato possibile? Il 2020 è stato l’anno in cui il turismo in Italia è stato pressoché annientato. I turisti, che contribuiscono in maniera attiva al Pil italiano e alla tenuta del tessuto sociale ed economico del Paese non sono stati i benvenuti nel nostro Paese ma abbiamo accolto 34.134 migranti, contro le 11.471 persone arrivate in Italia nel 2019. Nei mesi di lockdown sono arrivati più di 5mila migranti in Italia, eppure i porti erano chiusi per legge e non si poteva né entrare e né uscire dal Paese, se non per comprovata necessità. In pochi avranno dimenticato le scene surreali dell’arrivo dei migranti a Lampedusa con tanto di valigie, cappellini di paglia e cane al seguito. È una delle immagini emblematiche di questo 2020 in cui gli hotel e le strutture ricettive hanno sofferto per la mancanza di turismo, quello vero.

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Mentre in Italia ancora non è stata trovata una soluzione al sovraffollamento del trasporto pubblico, considerato uno dei maggiori responsabili della ripartenza dei contagi nella seconda ondata, si sono trovate le risorse per istituire le navi quarantena nel Mediterraneo per i migranti. Al contrario, non è stato predisposto un sistema di isolamento in strutture apposite per i cittadini positivi al coronavirus, che sono stati lasciati nelle loro abitazioni permettendo al contagio di correre tra le mura domestiche. Nel Paese non ci sono le risorse per ristorare adeguatamente i commercianti, gli imprenditori e i liberi professionisti in ginocchio a causa delle chiusure, però ci sono i fondi per accogliere i migranti irregolari. Ci sono centinaia di nuovi poveri nel Paese a causa della pandemia, purtroppo invisibili tranne quando si ritrovano in fila per un tozzo di pane davanti agli enti caritatevoli. Per loro non c’è attualmente un piano di sostentamento, mentre per i migranti ci sono pasti caldi tutti i giorni, che spesso vengono buttati via perché non graditi.

L’Italia è il Paese dei paradossi e lo dimostra sempre di più. Per capodanno ci saranno 70mila uomini nelle strade italiane per controllare che nessuno violi il coprifuoco e la zona rossa. “Pugno duro della Lamorgese contro le feste clandestine di Capodanno, addirittura con super dispiegamenti delle Forze dell’Ordine e monitoraggi in rete. Quando inizieranno a usare la stessa attenzione per contrastare l’immigrazione clandestina e incontrollata?“, si chiede giustamente Giorgia Meloni su Facebook. Una domanda destinata a cadere nel vuoto.

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