Il 2021 anno di Dante, ma anche del centenario della fondazione del Pci e del Partito fascista

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I settecento anni dalla morte di Dante Alighieri, i 200 anni dalla morte di Napoleone Bonaparte, i 200 anni dalla nascita di Fedor Dostoevskij e di Charles Baudelaire, i 100 anni dalla fondazione del Partito comunista d’Italia, del Partito comunista cinese e del Partito nazionale fascista: il 2021 sarà un anno carico di anniversari storici, di ricorrenze significative e di compleanni famosi.

La scissione di Livorno

Il 21 gennaio di 100 anni, nel 1921, si consumò al congresso socialista la scissione di Livorno, con la nascita del Partito Comunista d’Italia, che annoverò tra i suoi fondatori Antonio Gramsci, Amadeo Bordiga e Umberto Terracini.

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Il bicentenario della morte di Napoleone

Il 5 maggio di 200 anni fa, nel 1821, moriva Napoleone Bonaparte, il creatore dell’Impero francese, nell’esilio dorato di Sant’Elena, isola dell’oceano Atlantico. Per immortalare la fine dell’epoca napoleonica Alessandro Manzoni scrisse la memorabile poesia “Il cinque maggio” con i versi iniziali (“Ei fu. Siccome immobile, dato il fatal sospiro, stette la salma immemore orba di tanto spiro…) imparate da generazioni di studenti sui banchi di scuola.

A novembre il centenario della fondazione del Pnf

Il 9 novembre di 100 anni fa (1921) Benito Mussolini fondava il Partito Nazionale Fascista dalle ceneri dei Fasci di Combattimento. L’11 novembre di 200 anni fa (1821) nasceva lo scrittore russo Fedor Dostoevskij, autore di capolavori letterari come “Memorie dal sottosuolo”, “Delitto e castigo”, “L’idiota”, “I demoni” e “I fratelli Karamazov”.

Le celebrazioni per Dante Alighieri

Numerosissimi gli eventi in preparazione per celebrare Dante Alighieri. Tra questi segnaliamo quello dell’Accademia della Crusca. Per ciascuno dei 365 giorni dell’anno dantesco, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021, nel sito Internet dell’Accademia della Crusca apparirà una diversa parola o espressione di Dante Alighieri arricchita da un breve commento, pensato per raggiungere il pubblico più ampio. Si tratta di locuzioni, motti, latinismi, neologismi creati dall’autore della “Divina Commedia”, che in gran parte fanno ancora parte del nostro patrimonio linguistico.

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