“Ti sei venduto al Pd…”. Fraccaro processato dai 5s per il via libera alle trivelle

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Il M5s ammaina la bandiera dello stop alle trivelle. E sul banco degli imputati finisce il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro.

Nelle chat pentastellate sale la tensione dopo lo stralcio dal decreto milleproroghe della norma che stabiliva la graduale sospensione delle attività di trivellazioni nei mari italiani.

I parlamentari grillini accusano Fraccaro: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio è considerato il principale responsabile della resa. Volano stracci e accuse: «Ti sei venduto al Pd, ma da che parte stai?», è il contenuto dei messaggi che deputati e senatori dei Cinque stelle rivolgono nelle chat al collega di partito e componente dell’esecutivo Conte. La polemica investe anche il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che in passato si è definito un no Triv. Una capitolazione politica. L’ennesima. Che apre un’altra crepa nel Movimento. Il no alle trivelle è un cavallo di battaglia dell’anima ambientalista e movimentista dei grillina. Dopo Tav, Tap e Ilva, i Cinque stelle ingranano la retromarcia anche sulle estrazioni. E stavolta il passo indietro brucia ancora di più, perché al ministero dello Sviluppo economico c’è Stefano Patuanelli, un ministro grillino.

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La giravolta è arrivata nel giro di poche. Nella bozza originaria del decreto milleproroghe, arrivata sul tavolo del governo, era previsto lo stop ai nuovi permessi di prospezione o di ricerca ovvero di nuove concessioni di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi. Il 23 dicembre scorso il Consiglio dei ministri si è riunito per licenziare testo del milleproroghe. La novità è lo stralcio della norma che blocca le trivellazioni di gas e petrolio in Italia. Le resistenze dei Cinque stelle sono state deboli. Soprattutto da parte di Fraccaro che ora finisce sul banco degli imputati per non aver difeso uno dei capisaldi del manifesto politico grillino. Il leader dei Verdi Angelo Bonelli infila il dito nella ferita: «Saranno 53 i permessi di ricerca finalizzati alla ricerca di idrocarburi che potranno essere autorizzati nelle prossime settimane dal ministro Patuanelli. Dal decreto legge milleproroghe è scomparsa la norma che prorogava la moratoria per le autorizzazioni a nuove ricerche di petrolio in terraferma e a mare e in virtù di ciò potranno essere autorizzate nuove domande di ricerca a trivellare. Per cui nelle prossime settimane permessi di ricerca e autorizzazioni a trivellare potranno essere concessi in regioni come l’Emilia Romagna e la Basilicata dove si concentrano le maggiori istanze di ricerca di idrocarburi, nel mar Adriatico, Ionio e nel canale di Sicilia». Una decisione che appare in netta contraddizione con i piani (annunciati) del governo Conte di investire oltre un terzo delle risorse del Next Generation Eu (Recovery Fund) per la conversione energetica a favore delle fonti rinnovabili.

Nel decreto milleproroghe, i Cinque stelle portano a casa il blocco degli sfratti per altri sei mesi. Un blocco che si applica ai casi di mancato pagamento degli affitti e di trasferimento di immobili pignorati, e che fa andare su tutte le furie Confedilizia. Entra infine il mini-slittamento della lotteria degli scontrini, che viene spostata al 1°febbraio. Gli esercenti che non rilasciano il documento saranno oggetto di segnalazione solo dal 1° marzo.

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