Londra non teme la Brexit: siglati accordi commerciali con 57 nazioni

Loading...

Mentre continuano le trattative tra Londra e l’Unione Europea sul tema Brexit, il governo di sua maestà, libero dai vincoli comunitari, sta stringendo accordi commerciali con diverse nazioni. Un attivismo che sta dando importanti risultati.

Il dopo Brexit: accordi per 200 miliardi di sterline

Fino ad ora sono 57 i Paesi che hanno sottoscritto accordi di libero scambio con la Gran Bretagna, per un valore di 200 miliardi di sterline. A dimostrazione che l’esecutivo vede il proprio futuro anche a prescindere dai legami con l’Ue. La prima intesa di una certa importanza è stata siglata a settembre con il Giappone. 15 miliardi di sterline il valore e scambi esenti da dazi per il 99% dei beni e dei servizi in oggetto.

Loading...

Anche se Tokyo è la terza economia più industrializzata del mondo, da sola non può sostituire il mercato europeo. Per questo il governo britannico ha continuato a siglare accordi con altre nazioni. Per quanto riguarda il vecchio continente, sono da segnalare i trattati firmati con Islanda e Norvegia (non facenti parte dell’Ue) per un valore di 20 miliardi di sterline consentendo anche qui il commercio di beni – la Gran Bretagna importa gas dalla Norvegia e pesce da entrambi – esenti da tariffe.

Leggi anche – Smontate le fandonie sulla Brexit: “La Gran Bretagna crescerà più dell’eurozona”

I contesti a più forte crescita però sono in Asia. Non deve quindi sorprendere che Londra cerchi di trarre vantaggio da questa situazione per il post Brexit. Ecco dunque l’accordo da 17 miliardi di sterline con l’ex colonia Singapore e quello da 5 miliardi di sterline con il Vietnam. L’aspetto più importante di questi ultimi è che le due nazioni asiatiche, pur non avendo un mercato consistente, fanno parte di aree di libero scambio che comprendono diversi altri Paesi con economie enormi in forte crescita. Ne consegue che la Gran Bretagna potrà espandere le sue esportazioni ben oltre la città stato da un lato e Hanoi dall’altro.

L’attivismo non si ferma solo in Asia ma prosegue ma anche in America Latina. Degna di nota l’intesa commerciale siglata ad esempio con il Messico, per un valore di 5 miliardi di sterline e che prevede esportazioni di automobili e bevande senza tariffe.

Giuseppe De Santis

Loading...

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.