Di Maio fa l’europeista: “Grazie Von der Leyen…”. Ma nel 2017 diceva: “Fuori dall’Euro” (video)

“Se si dovesse arrivare al referendum, che però io considero una ‘extrema ratio’, è chiaro che io voterei per l’uscita, perché significherebbe che l’Europa non ci ha ascoltato”. Era il 18 dicembre del 2017, quando Luigi Di Maio, in campagna elettorale,  annunciava la Grillexit dal piccolo schermo, beccandosi gli improperi di Matteo Renzi, oggi suo alleato. Sempre oggi, all’indomani del via libera del governo Conte al piano Mes, i due fanno a gara a chi è più europeista. E al momento, il leader grillino, dopo aver perso altri pezzi del suo mosaico parlamentare, sembra aver quasi scavalcato il leader di Italia Viva.

Di Maio loda la nuova Europa e la Van der Leyen

“Sono contento che Ursula von der Leyen abbia chiesto scusa all’Italia, ha mostrato grande sensibilità nella prima fase della pandemia. C’è stato un tempo in cui le istituzioni europee erano disperse, [c’era] una grande crisi nella percezione dell’Unione europea. Adesso invece c’è una buona percezione dell’Unione Europea anche grazie a Von Der Leyen”, dichiara al Financial Times il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Poi il grillino attacca i sovranisti:”Credo che l’Italia non debba essere lasciata nelle mani degli amici di Orban, perché quello che abbiamo visto con i veti sul Recovery reca un danno all’Italia e l’Europa. I nazionalismi sono una forma di egoismo che si è sempre mostrata dannosa per l’Italia e l’Unione Europea”. Dichiarazioni soft e massima fiducia nell’Europa anche sui fondi di sostegno per la crisi Covid: “Dobbiamo concentrarci a spendere questi soldi nel modo più produttivo per l’Italia. All’Ue chiediamo politiche espansive, non più austerità’”.

Quando il M5S combatteva con Salvini…

“Questa Europa qui tra sei mesi sarà finita, a maggio ci sono le elezioni europee”, a dirlo è il vice premier Luigi Di Maio nel suo intervento al Villaggio Coldiretti al Circo Massimo, a ottobre del 2018, quando governava con la Lega. Il ministro dello Sviluppo economico, dopo aver risposto a Bruxelles all’indomani della bocciatura della manovra economica, aveva sparato a zero sull’Ue. “C’è una vera e propria guerra contro il made in Italy e noi dobbiamo combattere – continua dal palco -. Non saremo mai un Paese che potrà competere sulla quantità, perché noi siamo quelli della qualità. Non è un caso che nella guerra di norme europee di questi anni ci si è trovati a favorire la quantità a scapito della qualità”.

Il “fuori dall’Euro di Di Maio

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