Franco Bechis contro Conte: “Ci tolgono la libertà con un algoritmo, c’è un limite al sopruso e alla prevaricazione”

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Le poche regioni che sono governate dal Pd (e quindi sono rosse) si sono salvate dal lockdown rigido previsto nelle «zone rosse» anche se alla vigilia sembrava il contrario. Dalla Campania, per esempio, è partito l’allarme per la seconda ondata del virus, perché, scrive Franco Bechis sul Tempo, “il suo governatore, Vincenzo De Luca, visti i dati dei contagi e quelli delle persone sintomatiche che avevano bisogno di cure ospedaliere, ha chiuso gran parte della Regione e le scuole di ogni ordine e grado più e prima di tutti. Avremmo immaginato che proprio quel territorio, da cui provenivano immagini drammatiche sulla gente prigioniera di ambulanze che non trovavano i ricoveri, sarebbe stata ieri non solo fra le Regioni rosse, ma rosso porpora: più rossa di tutte. Invece no, giallina pallido come se il solo fatto di avere una giunta rossa terrorizzasse così il virus da costringerlo a cambiare aria a gambe levate”.

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Per Bechis qualcosa non è andato per il verso giusto e addossa le responsabilità all’Iss: ” C’è da pensare che sulla Campania l’Istituto superiore di sanità abbia preso una bella cantonata, e che l’algoritmo con cui si valutano 21 indicatori del contagio sia un altro aggeggio da rottamare il primo giorno di vita come Immuni, perché è una cianfrusaglia. Se ha sbagliato in Campania, chissà quali cantonate ha preso su regioni punite incomprensibilmente come la Calabria (rossa) o la Sicilia (arancione) e pure su Regioni salvate miracolosamente con il giallo come la Campania e il Lazio che non meno in emergenza sanitaria“. Infine il direttore del Tempo attacca il governo per il modo e le formule con cui sceglie di decidere cosa chiudere e cosa no: “Un governo di un paese democratico però non si nasconde dietro a un algoritmo come fosse un social network. Va bene che questo non l’ha eletto mai nessuno, ma c’è un limite al sopruso e alla prevaricazione della buona fede degli italiani che non dovrebbe essere superato”, conclude il giornalista. 

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