L’ultima della Lamorgese: vuole combattere il terrorismo chiudendo i siti web

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Dopo l’incontro al Viminale tra  Luciana Lamorgese e il suo omologo francese Darmanin, è stata annunciata una risposta bilaterale al terrorismo. Una risposta che non pare molto covincente, nonostante i proclami franco-italiani.

Gli attacchi terroristici che hanno colpito la Francia sono «azioni criminali che possono essere contrastate solo promuovendo un fronte comune tra i nostri Paesi, perché colpire la Francia vuol dire aver colpito l’Europa», ha evidenziato Lamorgese. La soluzione? Chiudere i porti, come chiesto da tempo da FdI? Neanche se ne parla. Per ora i governi italiani e francesce si accontentano di chiudere i siti web. Di Lampedusa come porto franco dove possono sbarcare tutti, non si è accennato. Non conveniva a nessuno dirlo esplicitamente. Ricorderete, infatti, che Macron attaccò Salvini per la gestione troppo inflessibile degli sbarchi.

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«Stiamo portando avanti in Europa – dice il nostro ministro dell’Interno –  il regolamento europeo per la prevenzione e contro la diffusione dei siti online di persone che inneggiano alla jihad. Chiediamo che ci sia la possibilità di bloccarli immediatamente. Su questo ci troviamo perfettamente d’accordo con l’iniziativa Francese a cui partecipano anche Spagna, Irlanda e Belgio».

Lamorgese studia con il ministro francese misure contro il terrorismo

Con il ministro dell’Interno francese Gèrald Darmanin, si è parlato anche blandamente di fermare i barconi, ma in modo molto timido.  «È necessario prevedere – ha aggiunto Lamorgsese –  una road map europea che negozi accordi di riammissione con i paesi africani che al momento non sono attivati. È un piano che dovrebbe prevedere una collaborazione stretta con le autorità tunisine. Dovrebbe essere previsto il posizionamento di assetti navali o aerei che possano avvertire le autorità tunisine di eventuali partenze da quei territori in modo che possano intervenire in autonomia nelle loro acque territoriali. E un alert che noi daremo alle autorità tunisine per rendere più agevole il rintraccio delle imbarcazioni che partono da quei territori”.

Per ora, intanti, «l’Italia e la Francia hanno intensificato i controlli alle frontiere anche con la creazione di brigate miste alle quali le nostre forze di polizia stanno già lavorando e faremo una sperimentazione di 6 mesi. Ci stiamo lavorando da più tempo e cercheremo di renderle operative quanto prima». Ma i terroristi islamici hanno fatto prima di loro.

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