Cesare Paladino, il “suocero” di Giuseppe Conte non ha pagato una fornitura di prosecco: scatta la denuncia

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Cesare Paladino, papà di Olivia Paladino compagna del premier Giuseppe Conte, è un imprenditore e proprietario del Grand Hotel Plaza di Roma. Tempo fa era stato indagato per peculato dalla Procura di Roma, che lo accusava di essersi intascato la tassa di soggiorno versata dai turisti che approdavano nel cinquestelle lusso di via del Corso. Un’altra volta si è scoperto che aveva un debito con il fisco di quasi 36 milioni di euro con la rateizzazione concessa Paladino a un certo punto smette di pagare le rate. Adesso invece è accusato di non aver saldato una fornitura da 5mila euro al suo hotel di prosecco.

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Paladino è accusato di questo da un imprenditore del nordest: Sandro Bottega. L’uomo  ha una azienda  di vini e di grappe. All’inizio del 2019 entra in contatto con il Plaza. A primavera iniziano le forniture, che per legge Paladino dovrebbe pagare a sessanta giorni, ma dopo novanta giorni non ha ancora ricevuto un  euro: “Abbiamo seguito la prassi che utilizziamo in tutti i casi in cui il cliente non paga. Prima abbiamo segnalato garbatamente, poi abbiamo sollecitato per tre volte, infine abbiamo mandato una diffida facendo presente che se non saldavano le fatture avremmo dovuto adire le vie legali. Non è successo niente, per quasi un anno. Così il 30 settembre abbiamo ottenuto un decreto ingiuntivo dal tribunale di Treviso”. Ma la cosa, scrive il Giornale, non si è risolta neanche così: “Non siamo riusciti a notificare il decreto perché adesso l’albergo è chiuso e l’amministratore era sempre assente. Dovremo fare causa, e i soldi chissà quando li vedremo. L’ultima che abbiamo fatta è durata dieci anni”, conclude amaramente l’imprenditore veneto.

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