“Le toghe sono politicizzate”: Palamara dà ragione al Cav

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“Le nomine in magistratura? Sono frutto di spartizioni e di accordi. Chi non appartiene a una corrente è sicuramente penalizzato”.

Ecco le ultime (clamorose) rivelazioni di Luca Palamara, l’ex presidente dell’Anm, radiato qualche giorno fa dalla magistratura. L’ex magistrato ha parlato apertamente a Le Iene: questa sera, nella prima serata di Italia Uno, andrà in onda il servizio-intervista che Antonino Monteleone e Marco Occhipinti hanno realizzato con l’ex toga, finita nei guai per lo scandalo procure.

“Così funziona la magistratura: nomine, carriere e la lotta tra le correnti, e chi non vi fa parte di una corrente viene certamente penalizzato. Se un candidato non ha l’appoggio non riesce a diventare Procuratore della Repubblica. Ci sono dei casi, ma sono molti rari, in cui un non appartenente a una corrente ricopre un incarico perché questo avviene soprattutto per i posti di minore importanza, per i più importanti le correnti sono dominanti…”, un significativo estratto della chiacchierata di Palamara con le Iene. Quanto a quando il Csm ha nominato Giuseppe Pignatone procuratore capo di Roma l’accordo si è fatto, assicura Palamara, “assolutamente nei medesimi termini degli accordi tra le correnti”, cioè riunioni tra esponenti. “Chi individua il nome sono solo i magistrati – precisa l’ex toga – La politica, ovviamente, diciamo così dà un indice di ascolto di comprensione di quello che accade perché sono cariche importanti nella vita pubblica del paese e quindi chiaramente non rimane estranea a questi importanti momenti”.

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Ma non è tutto, visto che nel corso dell’incontro con i giornalisti del programma Mediaset Palamara ha parlato anche dei magistrati politicizzati. Queste le sue parole: “L’allarme lanciato da Berlusconi sulla politicizzazione della magistratura? Non era infondato. Bisogna svolgere un serio momento di riflessione sulla storia politico giudiziaria del paese, per valutare in che modo le nomine e determinati processi abbiano poi influito. E’ chiaro poi che il tema dell’uso politico della giustizia è un tema presente anche nel dibattito interno alla magistratura”.Palamara radiato dalla magistratura: “Ha tramato per condizionare il Csm”

Il tema delle toghe politicizzate è centrale e a tal proposito, Palamara (r)assicura: “Io non sono stato mai contro qualcuno nella mia carriera, mai. E questo lo dico per tranquillità dei cittadini, io non sono stato un magistrato politicizzato, al di là di quello che può emergere dalle chat ma ho cercato sempre di battermi per l’affermazione di una giustizia giusta”.

L’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati promette battaglia contro la radiazione dall’ordine giudiziario – per il reato di corruzione per aver pilato le nomine delle maggiori procure italiane– decisa dal collegio della sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura. Nel faccia a faccia esclusivo con Le Iene, Palamara gioca d’attacco: “Ancora ritengo che la partita non sia finita. Per questa ragione non lascerò nulla di intentato affinché possa essere scritta veramente la verità di quello che è accaduto”.

il giornale.it

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