Gregoretti, Carlo Nordio: “Pur di colpire Matteo Salvini inguaiano Giuseppe Conte, anche il premier andrebbe indagato”

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“Il tribunale dei ministri ha commesso un grave errore e il Senato ha agito con dilettantismo, pensando di consegnare la testa di Matteo Salvini su un piatto d’argento ai giudici, ma non si è accorto che così metteva a rischio pure il premier Giuseppe Conte”. Questo il pensiero di Carlo Nordio sul processo Gregoretti. “Insistere nel voler inseguire un presunto reato commesso dall’ex titolare del Viminale. È evidente che siamo nella sfera della discrezionalità politica. In ogni caso è facilmente intuibile che non può essere reato, addirittura un sequestro di persona, l’aver impedito ad un gruppo di migranti di scendere da una nave per alcuni giorni quando il capo del governo ha impedito a sessanta milioni di italiani di uscire di casa per due mesi”.

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Cosa succede ora? “Il gip ha finalmente messo le carte sul tavolo e vuole sentire i protagonisti di quel braccio di ferro, a cominciare dal premier. Se c’è un reato, Conte aveva l’obbligo giuridico di impedirlo, ma non l’ha fatto. Quindi il gip dovrebbe passare la notizia al pm che dovrebbe iscrivere Conte nel registro degli indagati e poi girare la palla al Tribunale dei ministri”, racconta l’ex magistrato in una intervista al Giornale. “Ritengo che sia più coerente una sentenza che riconosca l’ovvio: la storia della nave Gregoretti non può essere inquadrata come sequestro di persona, ma come scelta politica, condivisibile o meno. Dunque, i magistrati avrebbero dovuto starne alla larga”, conclude Nordio.

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