Conte già ubbidisce al Pd su Ius soli e sulle modifiche al Dl Sicurezza

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All’indomani delle elezioni regionali il Pd passa già all’incasso e intensifica il pressing sul premier Giuseppe Conte.

Sono due gli snodi sui quali Nicola Zingaretti & Co. ora vogliono accelerare: in primis, lo Ius soli (o lo Ius culturae), in secundis i decreti Sicurezza voluti dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Quest’oggi il presidente del Consiglio giallorosso ha preso parte alle premiazioni del Welfare Index Pmi, a Roma, e interpellato dai giornalisti presenti ha commentato il risultato del referendum e delle Regionali, assicurando che nella sua maggiornza non tirerebbe alcuna aria di rimpastoné di crisi. “Sono contento della squadra di governo: soddisfatto perché è una squadra coesa, tutti i ministri hanno sin qui lavorato con grande impegno e coesione. Non mi sembra che il Pd ponga il tema del rimpasto, ma pone un problema di rilancio dell’azione anche alla luce della sfida del Recovery Fund e su questo sono assolutamente d’accordo. Io non avverto assolutamente l’esigenza di un rimpasto”, le parole dell’inquilino di Palazzo Chigi.La profezia sul dopo-elezioni “Così inizierà la crisi di Conte”

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Il piddì, infatti, potrebbe non spingere per un rimpasto della compagine di governo, bensì per portare a casa due battaglie ben precise: introdurre lo Ius soli ed eliminare i decreti Sicurezza voluti, all’epoca dell’esecutivo gialloverde, dal segretario della Lega. Ecco, su questo duplice versante il sedicente avvocato del non smentisce e, anzi, si lascia andare a due dichiarazioni alquanto sibilline. “Inserire lo Ius soli o lo Ius culturae nell’agenda di governo? Ci rifletteremo…”. Insomma, l’apertura c’è eccome.

E non solo. Sul fronte dei decreti Sicurezza, il premier Conte ha così parlato: “Sulle modifiche ai Dl Sicurezza adesso è il momento per le forze di governo di riprendere il discorso, e lo porteremo subito a compimento”. Quindi, il premier ha ricordato come la sua maggioranza abbia già concordato un testo di modifica perché – dice – “vogliamo assicurare ai cittadini italiani la sicurezza, non per ragionare per slogan porto aperto o porto chiuso: vogliamo allargare il raggio della sicurezza e della protezione dei cittadini e allargare la protezione dei migranti“.“Lo ius soli complica soltanto”: la verità sulla legge pro migranti

Nella chiacchierata con i cronisti in occasione dell’evento nella capitale, il presidente del Consiglio ha parlato anche di un’altra questione chiave di questi mesi: il controverso fondo salva-Stati. Conte, sul Mes, ha così temporeggiato: “La realtà è che le risorse finanziarie sono un problema successivo, prima bisogna affrontare un piano per gli investimenti nella sanità. Dopo di che andremo a vedere quanto costa questo piano e a porci il problema dei finanziamenti. Direi di sì o no adesso al Mes è una questione pregiudiziale su cui non mi pronuncio. Se e quando ci sarà il problema lo affronteremo in parlamento in piena trasparenza”.

il giornale.it

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