Soros attacca la Meloni: “È più pericolosa di Salvini, sono preoccupato”

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Roma, 12 ago – George Soros compie oggi 90 anni. E Repubblica non si lascia sfuggire certo l’occasione per stendere un tappetino rosso al noto e controverso speculatore. Tanto il fondatore dell’Open society, nonché affossatore della lira (speculazione che lui rivendica con orgoglio), è stato sdoganato ormai da tempo nei salotti buoni del globalismo italiano: «Viva Soros» allora, come disse Gad Lerner in studio da Formigli in maniera quasi liberatoria. In effetti, l’intervista di Repubblica al magnate ungherese è un misto fatto di ipocrisia, ruffianeria e accondiscendenza.

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Lo speculatore «buono»

L’intervista diventa addirittura comica quando viene descritta la sua «conversione» dalla finanza alla filantropia. «È su un’operazione rischiosa – racconta l’intervistatore Mario Platero sfidando il senso del ridicolo – che nasce la sua missione filantropica. Nel 1979 era impegnato in una speculazione difficile: “La tensione era così forte che credevo avrei avuto un infarto. Fu un falso allarme, ma mi fece pensare che se fossi morto sarei stato un perdente, perché avrei perso la vita cercando di fare soldi”. Nasce allora la sua prima attività per rafforzare democrazia, diritti civili, istruzione». Una strana conversione sulla via di Damasco, non c’è che dire. E comunque, anche dopo il 1979, Soros ha continuato a fare speculazioni e a destabilizzare nazioni straniere, mandano in bancarotta e facendo soffrire migliaia di persone. Però, ehi, i diritti civili prima di tutto.

Soros mette la Meloni nel mirino

C’è però una novità nella pletora di luoghi comuni sorosiani. Dopo aver puntato per l’ennesima volta il dito contro il populismo in Europa, e in particolare contro «Viktor Orbán in Ungheria e Jaroslaw Kaczynski in Polonia», lo speculatore afferma infatti che «la mia principale preoccupazione in questo momento però riguarda l’Italia». E questo perché «vedo un governo estremamente fragile, con una coalizione che regge solo per evitare elezioni che sarebbero vinte dalle forze anti europee». E quali sarebbero queste forze antieuropee? Sarà forse Matteo Salvini, contro cui Soros si è più volte scagliato? In realtà il segretario della Lega è sì un «leader anti europeo», ma «ha guadagnato consensi finché ha commesso l’errore fatale di provocare la crisi di governo». Insomma, «la sua popolarità è in declino, ma è in ascesa quella di Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, ancora più estremista e della stessa coalizione». Ecco, Soros ha finalmente trovato un nuovo nemico. Uno di quelli, però, che ti fanno capire che sei sulla strada giusta.

Elena Sempione

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