Coronavirus, il governo minaccia restrizioni: “Mascherine all’aperto se la curva sale ancora”

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Roma, 12 ago – Non importa che buona parte dei nuovi positivi ormai si annidi nei centri di accoglienza (73 i contagiati solo ieri a Pozzallo) e tra gli stranieri rientrati dai Paesi di origine; non importa nemmeno che i nuovi positivi siano quasi tutti asintomatici o al massimo paucosintomatici e la pressione sulle strutture ospedaliere sia, dati alla mano, risibile. Il governo ha deciso che i cattivi italiani vanno bacchettati lo stesso per essersi «lasciati andare» durante i mesi successivi al lockdown: se la curva epidemica dovesse continuare a salire, è già pronto il piano che prevede l’obbligo di mascherine all’aperto e la chiusura di piazze e locali. I porti, invece, rimarranno apertissimi.

«Alzate il livello di vigilanza e imponete linee guida rigide altrimenti saremo costretti a intervenire su tutto il territorio». Così a scanso di fraintendimenti è intervenuto ieri il ministro Boccia nel corso di un colloquio con i governatori delle regioni più turistiche per sollecitare un giro di vite sui controlli. Tra movide, assembramenti, serate in discoteca, Boccia rimprovera agli amministratori di avere allentato le maglie dei controlli delle località vacanziere. Un allarme a cui non corrisponde una reale impennata dei contagi, al netto degli stranieri. A nessuno invece rimprovera l’allentamento ulteriore dei controlli ai confini, ormai diventati un colabrodo in cui si riversano clandestini.

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Torna l’obbligo di mascherine? Vedremo a Ferragosto

Il giro di boa è previsto per Ferragosto. Se dopo il monitoraggio degli ultimi dati relativi al contagio, l’analisi della sintomatologia dei nuovi positivi, l’affluenza agli ospedali sarà ritenuta «traballante», Coronavirus, il governo minaccia restrizioni: “Mascherine all’aperto se la curva sale ancora” Il primo passo sarà il ritorno della cara vecchia mascherina ovunque, anche all’aperto, come già stabilito in alcuni luoghi della Toscana, della Campania e del litorale laziale.

Il numero chiuso

Un’altra misura per evitare gli assembramenti della movida potrebbe essere quello delle piazze a «numero chiuso». «Bisogna impedire che i giovani tornino a far circolare il virus e lo trasmettano agli anziani — spiega Boccia —, bisogna impedire quello che sta accadendo in molti altri Stati. Finora abbiamo lavorato bene. Non possiamo vanificare gli sforzi fatti finora, soprattutto a poche settimane dalla ripresa della scuola e di tutte le altre attività».

Tamponi e isolamento

Al via, in Emilia-Romagna e Puglia, l’imposizione del tampone e della quarantena per chi è di ritorno dalle vacanze. Nella Regione governata da Stefano Bonaccini dovrebbe entrare in vigore già domani: prevede l’autodenuncia alla Asl per potersi sottoporre al tampone entro 24 ore dal ritorno. «Negli ultimi due giorni abbiamo registrato numerosi casi di pugliesi risultati positivi dopo essere rientrati da Grecia, Malta, Spagna, Paesi con alta circolazione virale. L’ordinanza dispone l’obbligo di isolamento fiduciario di 14 giorni», ha spiegato il governatore dem. Stesso copione in Sicilia, dove il presidente Nello Musumeci ha già nel cassetto un’ordinanza per imporre rigidi controlli per coloro che rientrano sempre da Malta, Spagna e Grecia. Silenzio tombale sulle positività riscontrare nei centri di accoglienza.

Test rapidi salivari

Prevista anche la diffusione capillare del test molecolare sulla saliva che fornisce una risposta certa in 15 minuti. Per l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza «bisogna però attendere la certificazione Ue che potrebbe arrivare entro qualche giorno».

Cristina Gauri

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