Raffica di mini sbarchi in Sicilia. L’hotspot di Lampedusa collassa

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La situazione sull’isola di Lampedusa è drammatica. Finito il lockdown sono ripresi senza soste gli sbarchi sull’isola, ma stavolta preoccupa la modalità: una raffica di mini sbarchi, anche 15-16 al giorno, ogni giorno tutti i giorni.

Ieri ci sono stati altri 14 sbarchi in appena 24 ore. SI tratta di una settantina di tunisini approdati con un barcone per un totale di 243 persone nella sola giornata di ieri. Gli ultimi quattro natanti sono stati avvistati e soccorsi da una motovedetta della Guardia costiera al molo Favarolo. Ultimati i primi controlli sanitari, sono stati trasportati all’hotspot dell’isola dove, al momento, si trovano 280 persone a fronte di una capienza massima prevista di 95. Adesso preoccupa quello che potrebbe succedere nel fine settimana.

Ma cosa sta succedendo nell’Isola? Il 2020 si potrebbe riassumere in due fasi: la prima pre lockdown e la seconda post lockdown. Nei primi quattro mesi dell’anno, complice la quarantena forzata a livello europeo, la situazione è stata sotto controllo. Dalla riapertura, in contemporanea alla fase 2 è tornato il flusso migratorio. Lo dimostrano i dati che fotografano la situaziona attuale in Italia con un fortissimo aumento degli sbarchi in pochi mesi in gran parte provenienti dalla rotta Tunisia-Sicilia e Libia-Sicilia. I numeri degli sbarchi nel 2020 infatti, hanno superato quota 8mila, contro i 3mila dello stesso periodo del 2019. Nei primi dieci giorni di luglio gli arrivi sono più di 1.200. A complicare la situazione è il fatto che dal 4 maggio sono aumentati anche test e tamponi su chi approda nell’isola. Il risultato è stato quello di riscontrare che molti migranti erano positivi al virus. Inoltre, dei 175 sbarchi avvenuti dall’inizio dell’anno ben 148 sono stati autonomi attarverso le carrette del mare che hanno raggiunto in maniera autonoma le coste della Sicilia, Sardegna e Calabria.

Carolina Varchi, deputato di Fratelli d’Italia, parla di Lampedusa come pericolosa bomba sociale invocando subito il blocco navale. “Colpa di un governo complice e disattento – tuona -. Come se non bastassero i 500 immigrati già rinchiusi nel hotspot dell’isola, diverse imbarcazioni sono arrivate anche nella scorsa notte. Cittadini e imprenditori dell’isola sono allo strenuo delle forze. Lampedusa è un gioiello turistico e come tale va trattata. Non può diventare il punto di raccolta e smistamento delle migliaia di immigrati che tutti i giorni partono indisturbati dalle coste africane. Il governo smetta di dormire e garantisca la sicurezza fisica e sanitaria dei Sicilia”.

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Ieri l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, era stato critico con il ministro Luciana Lamorgese in visita sull’isola. “La Lamorgese ha detto che hanno fatto 1.500 sierologici sull’isola – afferma con tono duro l’esponente della giunta Musumeci -. In realtà, la Regione siciliana ne ha fatti quasi 6 mila, tra sierologici e tamponi, in Sicilia sui migranti. E devo dire che probabilmente sarebbe stato più generoso e corretto dire che ciò si è verificato solo ed esclusivamente grazie alla collaborazione del Sistema sanitario regionale”. Per il responsabile della sanità in Sicilia: “Ci vuole un po’ di rispetto in più nei confronti della Regione e degli operatori della sanità che sono gli stessi ai quali è stato chiesto di salire a bordo della Ocean Viking per andare a prelevare il campione di tampone sugli immigrati alcuni dei quali si sono poi rivelati dei casi positivi”. Critico anche il presidente Nello Musumeci che in visita qualche giorno fa sull’isola di Lampedusa aveva detto. “Decine di sbarchi in poche ore con l’arrivo di centinaia di migranti a Lampedusa sono una condizione assolutamente insostenibile qui. Il Consiglio comunale e il governo regionale hanno già chiesto a Roma la proclamazione dello stato di emergenza. Qui i problemi sono sanitari – ha aggiunto il governatore – sociali ed economici. Abbiamo bisogno di risposte immediate da Roma: Lampedusa non può diventare una terra di frontiera”. Migranti, sbarchi senza sosta a LampedusaPubblica sul tuo sito

Lunedì nella sua visita a Lampedusa, la Lamorgese aveva dichiarato la sua vicinanza alla comunità isolana. “Con il ministro – racconta il sindaco Totò Martello – abbiamo discusso diversi aspetti, dalla questione relativa ai migranti, a partire dalle regole di accoglienza e di gestione dell’hotspot e dei trasferimenti, al trattamento delle imbarcazioni che arrivano in porto ed anche di quelle affondate nei nostri mari che intralciano e danneggiano l’attività delle marinerie”. Secondo il primo cittadino il ministro si sarebbe impegnata ad attivare un tavolo di confronto con altri ministeri per portare avanti “un’azione coordinata che possa affrontare altri aspetti, dalla dichiarazione dello stato di emergenza per l’isola agli interventi legati alla crisi coronavirus, fino allo sconfinamento nelle nostre acque territoriali di pescherecci nordafricani. Insomma abbiamo avviato un dialogo diretto ed importante a 360 gradi”. Tra le richieste dell’amministrazione comunale, fa sapere il Viminale, è emersa anche l’esigenza di potenziare il presidio di primo soccorso dell’isola esistente da anni per realizzare una vera e propria struttura ospedaliera.

il giornale.it

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