I ladri svaligiano il Parlamento europeo. Forse mancano dei documenti

Sono almeno 50 i deputati al Parlamento europeo che hanno subito furti di computer, tablet e altri oggetti dai loro uffici mentre non erano a Bruxelles a causa della chiusura dettata dal lockdown nell’ambito dell’emergenza Coronavirus.

I ladri hanno messo in atto una vera e propria ondata di scippi mentre l’edificio in questione era praticamente vuoto. Un portavoce del Parlamento ha detto che l’assemblea è stata informata dei furti ad aprile e che ha provveduto ad aumentare “il numero di agenti di sicurezza che pattugliano gli uffici”, mentre “altri agenti hanno controllato gli accessi all’edificio”.

Come riportato da Politico, sulla questione è intervenuto Nico Semsrott a cui sono stati rubati due computer portatili: “Siamo abbastanza sicuri che abbiano esaminato tutti i nostri averi, dato che sembrava piuttosto disordinato”. L’eurodeputato tedesco ha espresso la propria delusione per la mancanza di risposta da parte della direzione generale della sicurezza del Parlamento europeo: “Questo è un enorme scandalo e non so perché tutti stiano chiudendo la bocca”. Nel frattempo la DG SAFE sta indagando sui furti ed è in contatto con le autorità belghe; attualmente il numero delle vittime non è stato confermato, ma altri funzionari hanno affermato che a essere finiti nel mirino dei malviventi sarebbero stati almeno 50 deputati.

“Serrature scassinate”

Dita Cháranzova, eurodeputata ceca del gruppo Renew Europe e vicepresidente per la sicurezza, ha dichiarato di aver chiesto alla DG SAFE una relazione per quanto riguarda le intrusioni; l’intenzione è quella di sollevarla in occasione della prossima riunione dell’ufficio di presidenza, che sovrintende alle questioni amministrative. La denuncia è arrivata anche da Massimo Casanova: “Simpatici ignoti si sono introdotti nel mio ufficio a Bruxelles. Hanno scassinato le serrature dei credenzini alla ricerca non so di cosa, messo a soqquadro un po’ di roba”.

L’eurodeputato leghista, noto per essere il proprietario del Papeete Beach, ha fatto sapere che da una prima ricognizione “pare non manchi nulla a livello di oggettistica”; questione diversa per i documenti, per i quali dovrà procedere “a certosino controllo”. Casanova si è detto non tanto preoccupato, ma soprattutto stupito perché lì sono custoditi gli atti del suo lavoro di europarlamentare, analisi, approfondimenti, interrogazioni, dossier ed emendamenti. Il leghista, che ha comunicato il caso sul proprio profilo Facebook, ha proceduto immediata denuncia: “Dispiace che ciò accada in uno dei Palazzi più controllati e blindati d’Europa, che dovrebbe essere emblema della sicurezza”.

il giornale.it

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