Vittorio Feltri, addio all’Ordine dei Giornalisti: “Sono nauseato, processato per titoli che non piacciono alla Corporazione”

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Addio all’Ordine dei Giornalisti, Vittorio Feltri si dimette dalla categoria professionale dopo 50 anni di “militanza”. Una decisione in polemica con l’Odg stesso, scelta che il direttore di Libero commenta con la AdnKronos. Carlo Verna, il presidente dell’Ordine, ha detto che valuteranno la richiesta di dimissioni. “Ma ci mancherebbe altro, mica è una prigione? Io me e vado dove cavolo mi pare, anche a casa. Il direttore editoriale posso continuare a farlo lo stesso perché lo può fare chiunque, anche un geometra. Mi sono stancato, mi massacrano, mi stufano, mi fanno perdere tempo e devo pagare gli avvocati. Ma andassero a quel paese… non ce la faccio più, basta, fine, non cambierò idea, non torno indietro”, ha sbottato il direttore.

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Dunque, Feltri ha spiegato un poco più nel dettaglio le sue motivazioni: “‘Mi rifiuto di essere processato per certe mie espressioni che non vanno a genio alla Corporazione che non mi pare sia abilitata a fare processi di questo tipo – rimarca -. Vengo processato anche per dei titoli ma si dà il caso che io sia il direttore editoriale e che ci sia un direttore responsabile quindi questi qui non sanno neanche che il direttore editoriale non risponde dei contenuti del giornale”.

E ancora, aggiunge: “Mi processi per un reato che non posso commettere? Io posso proporre un titolo ma non lo posso imporre. Sono nauseato e adesso ho anche intenzione di querelare tutti quelli che mi hanno ingiustamente tentato di perseguirmi perché non possono attribuire al direttore editoriale compiti che non sono suoi, basterebbe leggere il mio contratto”, conclude Vittorio Feltri.

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