Ora spunta l’ombra di Soros dietro il “sistema” di Bergamo

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Tra gli indagati nell’ambito dell’inchiesta sul sistema di accoglienza nella provincia di Bergamo – che ha portato Padre Antonio Zanotti ai domiciliari – c’è anche Bruno Goisis, presidente della cooperativa Ruah.

Come riporta La Verità in edicola, attiva dal 1991, la Ruah si occupa principalmente di accoglienza dei richiedenti asilo. Un’istituzione presente sul territorio che si è duramente opposta ai decreti sicurezza dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini e che ora il governo giallo-verde vorrebbe cancellare. La scorsa primavera, infatti, rilevava come “a seguito dei tagli ministeriali a saltare fossero soprattutto i corsi di lingua italiana all’interno dei centri, le attività di sensibilizzazione,minando così l’opera di integrazione”. Il calo delle attività, sottolineava la cooperativa, era non solo causato da meno arrivi da parte dei migranti “ma anche da una forte riduzione economica della quota giornaliera prevista nel rinnovo del bando di gara della Prefettura”. Lo stesso Goisis, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera il 23 agosto 2019, prendeva di mira l’allora ministro dell’Interno Salvini: “Sapete quanti soldi prendiamo adesso come cooperativa al giorno per ogni richiedente asilo? 35 euro. E nessuno lo sa. Mi fa arrabbiare che ci sia una forza politica che in questi anni abbia fatto campagna elettorale su queste cose. Poi, dopo aver annunciato “toglieremo i 35 euro alle coop”, dopo un anno di governo, non è ancora cambiato nulla. Il ministero degli Interni non ha ancora concluso i nuovi bandi, perciò, fin qui, le tariffe restano quelle vecchie. Lo ripeto: con questo governo io oggi prendo ancora 35 euro al giorno. In compenso ci tocca fare da banca al governo”.

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La cooperativa negli anni scorsi gestiva un rilevante numero di richeidenti asilo – nel 2017 circa 1.600 – dichiarando 9 milioni di euro di fatturato, con un utile di 284.000 euro. Sempre nel 2017 ha intrapreso una causa civile contro i comuni di centrodestra – Ardesio, Capizzone, Chiudono, Pontida e Torre Boldone – che avevano promosso le ordinanze anti-profughi. Secondo la cooperativa Ruah, sempre in prima linea nella gestione dell’accoglienza dei migranti, e Asgi, tali ordinanze “introducono degli ostacoli ai cittadini che intendono aderire all’invito della Prefettura di partecipare all’accoglienza”. Una procedura vessatoria, spiegava la cooperativa, che qualifica i richiedenti asilo “come un pericolo, cosa che non può essere fatta in astratto per tutti”. Peraltro l’Asgi, l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione che ha promosso la causa contro i comuni a guida leghista, sottolinea sempre La Verità, non nasconde che il suo “servizio antidiscriminazione è in parte sostenuto” dalla Sigrid Rausing trust (Srt), una delle delle organizzazioni finanziate dal magnate liberal George Soros e dalla sua rete filantropica, l’Open Society Foundations.

Nel frattempo, riporta l’agenzia Adnkronos, è lo stesso ex ministro e leader leghista Matteo Salvini a commentare l’inchiesta sul business migranti che coinvolge le realtà della bergamasca. “Mentre il governo insiste con la sanatoria, spalanca i porti e pensa di cancellare i Decreti sicurezza, la procura di Bergamo indaga l’ex numero uno della Caritas, una cooperativa e alcuni funzionari pubblici. Decine di persone coinvolte e addirittura un sacerdote ai domiciliari. L’accusa è associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Il sospetto: dietro gli appelli e le campagne per l’accoglienza e la solidarietà degli immigrati (con frequenti attacchi alla Lega) c’era sete di denaro” spiega Salvini, commentando l’inchiesta di Bergamo sull’accoglienza dei richiedenti asilo. “Attendiamo con grande attenzione gli sviluppi, con l’orgoglio di aver fatto di tutto per fermare il business dell’immigrazione clandestina. Con questa maggioranza e con alcune cooperative è tornata la pacchia dei clandestini, a spese degli italiani”.

il giornale.it

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