Lampedusa “oscura” la porta d’Europa: “Stanchi di chi favorisce l’immigrazione”

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Lampedusa non ce la fa più: il flusso dei migranti in arrivo non si arresta e i cittadini iniziano a lanciare i segni dell’insofferenza.

A testimonianza di questo stato di “stanchezza” un gesto forte e inaspettato: questa mattina la “Porta d’Europa” è apparsa imballata con dei sacchi neri avvolti da nastri adesivi. Simbolo dell’isola, installata per la memoria dei migranti che hanno perso la vita in mare, la Porta così oscurata ha voluto rappresentare in maniera inequivocabile la chiusura all’accoglienza dei migranti che approdano sull’isola maggiore delle Pelagie dopo aver affrontato i viaggi della speranza via mare.

Un gesto forte che nelle pagine di Facebook ha trovato anche chi, attraverso alcune righe, ha rivendicato l’atto: “Lampedusa comincia a essere stufa di sbarchi e di un governo che favorisce l’immigrazione”. Queste le parole che si leggono sul social alle quali si uniscono altre affermazioni polemiche verso la politica dell’accoglienza: “Siamo in emergenza Covid- si legge-in tutta Italia tranne che per Lampedusa dove proseguono gli sbarchi e le procedure sanitarie non esistono”. Su Porta d’Europa si dice ancora che è stata “impacchettata a dovere e spedita alla Ue e a questo governo pro-immigrazione”. Ed infine: “Vogliamo vivere di turismo non di immigrazione”.

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L’opera, realizzata da Mimmo Pedalino, è stata inaugurata nel luglio del 2008 e, da allora, è divenuta il simbolo dell’accoglienza. Ma quest’ultima sembra proprio aver stancato i lampedusani i quali ogni giorno fanno i conti con numerosi sbarchi. Gli arrivi non si sono fermati nemmeno in questa fase così delicata caratterizzata dall’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus. Negli ultimi due mesi gli abitanti dell’isola hanno dovuto fare i conti con diverse centinaia di sbarchi e questo ha contribuito a scaldare gli animi già preoccupati per la forte crisi economica che il territorio sta vivendo a causa del lockdown. E proprio negli ultimi giorni non sono mancate le proteste e la richiesta della chiusura dell’hotspot. In tal senso è stata avviata anche una raccolta firme indirizzata al governo nazionale e regionale. Ed in merito a quanto accaduto questa mattina è intervenuto il sindaco Salvatore Martello: “La Porta d’Europa è uno dei simboli della nostra isola e della nostra comunità”.

“È un’opera conosciuta a livello internazionale- ha proseguito Martello- e vederla sfregiata in modo così volgare è una ferita che fa male e che ci preoccupa”. Ma il sindaco non ha mancato di sottolineare come l’isola abbia da sempre adempiuto al dovere di accogliere i migranti pur essendo spesso da “sola”: “Lampedusa si è sempre sobbarcata il peso di un’accoglienza che ha urgente bisogno di regole certe e condivise, e continua a farlo nonostante l’emergenza Coronavirus che sta determinando una crisi economica e sociale che sull’isola non ha precedenti e che rischia di essere terreno fertile per chi vuole sobillare tensioni, divisioni e pericolosi atti di ribellione nei confronti delle Istituzioni”.

In questa occasione il primo cittadino ha fatto anche un appello al governo nazionale e alla Comunità Europea “affinché a Lampedusa si intervenga al più presto con azioni di concreta solidarietà e sostengo alla comunità locale, prima che un’ondata di odio sociale travolga tutto”. Dopo la denuncia del sindaco, la porta d’Europa è stata resa nuovamente “libera” dai sacchi e dal nastro adesivo che la ricoprivano.

il giornale.it

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