Giuseppe Conte e il Recovery Fund: “Da Roma zero proposte reali”, il premier ha mentito all’Italia?

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Il Recovery Fund non vedrà la luce prima del 2021. Il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, ha più volte dichiarato di aspettarsi l’entrata in vigore entro fine anno, ma Roma, scrive il Giornale, non ha messo in campo, al contrario di Spagna e Francia, proposte concrete e reali per una sua strutturazione.  ma lo cavalca come espediente retorico dopo che si era chiusa la fessura degli eurobond.

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Qualsiasi opzione di Recovery Fund basato su un principio di garanzia comune sul debito o, addirittura, di mutualizzazione e non su prestiti legati alla contribuzione reale degli Stati implicherebbe una modifica dei trattati che i leader europei e la Commissione di Ursula von der Leyen si sono ben guardati da proporre. Alessandro Mangia, docente di Diritto costituzionale all’Università Cattolica di Milano è stato tra i primi accademici italiani a ricordare che “Mes senza condizionalità”, è un’eventualità in realtà non prevista dai leader europei viste le precise prescrizioni dei trattati comunitari.  La logica dell’assenza di solidarietà è scolpita nei trattati, nell’architettura barocca di un’Unione poco adatta per costituzione ad affrontare le crisi.

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