Mes, governo lacerato: Pd e M5S votano all’opposto: maggioranza finita

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Si divide la maggioranza, si divide l’ opposizione. L’ Italia va in ordine sparso su quello che oggi tutti dicono sia essenziale: ossia un aiuto da parte dell’ Europa verso chi è alle prese con l’ emergenza peggiore dalla Seconda guerra mondiale. Il tutto succede al Parlamento europeo, nel voto sulla risoluzione che chiede, tra l’ altro, i Recovery Bond. Ma è nelle righe che si annidano i distinguo. E così saltano per aria gli schieramenti. A favore hanno votato gli eurodeputati del Pd e Nicola Danti di Italia Viva, come quelli di Forza Italia. Si è spaccato, invece, il M5S: dieci si sono astenuti, tre (Ignazio Corrao, Rosa D’ Amato e Piernicola Pedicini) hanno votato contro, una si è astenuta (Eleonora Evi). Hanno votato contro, infine, sia gli eurodeputati della Lega che quelli di Fratelli d’ Italia.


La risoluzione è comunque passata a larga maggioranza, con i voti a favore del gruppo dei Socialisti e del Ppe e quelli contrari dei gruppi di cui fanno parte Lega, Fdi e M5S. Nel complesso, i voti favorevoli sono stati 395, i contrari 171, gli astenuti 128. Sostanzialmente, il Parlamento ha accolto le misure fiscali e il sostegno alla liquidità dell’ Ue per affrontare la pandemia. «Al di là di ciò che si sta già facendo», si legge nella risoluzione, «l’ Europa ha bisogno di un massiccio pacchetto di ripresa e ricostruzione da finanziare con un aumento del bilancio a lungo termine (Qfp), con i fondi e gli strumenti finanziari esistenti, nonché con “recovery bond” garantiti dal bilancio dell’ Ue».

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Tuttavia, si aggiunge, tali strumenti «non dovrebbero comportare la mutualizzazione del debito esistente, ma concentrarsi sugli investimenti futuri. Il Green Deal e la trasformazione digitale dovrebbero essere al centro del rilancio dell’ economia». E si chiede, poi, di istituire un Fondo di solidarietà dell’ Ue per il coronavirus di almeno 50 miliardi di euro.In mattinata altra spaccatura: il M5S aveva votato contro il paragrafo 23 della risoluzione, che invita i Paesi dell’ eurozona ad attivare i 410 miliardi di euro del Mes con una linea di credito specifica, mentre il Pd si era espresso a favore, assieme a Italia Viva e a Forza Italia. Contrarie invece Lega e Fratelli d’ Italia. «Abbiamo deciso di votare contro quel paragrafo e poi di astenerci nel voto finale», ha spiegato la delegazione M5s, «in quanto presentava tante luci ma anche troppe ombre».

Il M5S, in giornata, è corso ai ripari spiegando che non c’ è stata alcuna spaccatura: «Il Movimento 5 Stelle», spiegavano fonti interne, «è compatto sulla risposta da dare all’ emergenza Coronavirus», solo che «alla fine sono prevalse diverse sensibilità sulla valutazione complessiva del testo finale».

Silvio Berlusconi, per FI, ha rivendicato le scelte fatte: «Oggi al Parlamento europeo abbiamo invitato la Commissione Ue a proporre un massiccio pacchetto per per la ripresa e per la ricostruzione. Abbiamo ottenuto un risultato positivo sui recovery bond, che chiedevamo da tempo: si tratta di uno strumento garantito dal bilancio comunitario, ampiamente condiviso, e che, pertanto, avrà maggiore efficacia rispetto a superati eurobond proposti dai Verdi ma irrealizzabili.
La polemica sui nomi la lasciamo agli altri: Forza Italia bada ai risultati concreti», ha spiegato su Instagram.
«Con il voto di oggi», ha commentato Nicola Zingaretti, segretario del Pd, «il Parlamento europeo aiuta l’ Italia, la sua economia, le imprese, il lavoro. La destra italiana no. Da ricordare».
Gli ha risposto Giorgia Meloni: «La destra, cioè Fratelli d’ Italia, caro Zingaretti, ha votato come sempre nell’ interesse dell’ Italia: no Mes e sì agli eurobond. La sinistra, invece, ha fatto come al solito ciò che le hanno ordinato di fare la Francia e la Germania: sì alla trappola Mes per strangolare l’ Italia».
Scintille su Twitter, invece, tra Carlo Calenda e Corrao dei Cinquestelle: «Vorrei capire twitta l’ ex ministro, «come può il governo Conte fare una battaglia per gli eurobond in Ue, se il M5S vota contro nel Parlamento Europeo». Corrao: «Risposta semplice: a cazzate stai messo peggio di Salvini».

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