Coronavirus in Sicilia, gli immigrati che giocano a calcio davanti agli italiani reclusi: l’assenza dello Stato

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Leonardo Lauricella, il sindaco di Siculiana (Agrigento), aveva definito «una vastasata» (dallo Zanichelli: «farsa popolare siciliana del XVIII secolo») la riapertura, sabato scorso, del centro di accoglienza Villa Sikania. «Sono stato informato dalla prefettura della presenza di 72 ospiti nella struttura a cose fatte, senza preavviso. Sono incazzato», si era sfogato il primo cittadino in un video.

Villa Sikania, un ex albergo, era stato trasformato in un centro di accoglienza nel 2014, e un po’ per la vicinanza al centro abitato, un po’ per i molti migranti accolti (anche centinaia di persone, in un paese che conta 4.000 abitanti), aveva provocato il malcontento della popolazione. Nel 2017 una manifestazione di piazza ne aveva chiesto la chiusura, arrivata alla fine lo scorso ottobre, con il trasferimento degli ultimi ospiti. Fino alla riapertura, a sorpresa, nella vigilia di Pasqua. E non basta, perché ieri qualche residente ha pubblicato su Facebook un video che riprende alcuni degli ospiti di Villa Sikania impegnati a giocare a pallone, e altri mentre siedono a bordo della piscina del complesso, senza mascherine protettive e senza rispettare la distanza di sicurezza.

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«Tutto questo mentre noi siamo costretti a rimanere rinchiusi in casa, e i nostri anziani a privarsi di una passeggiata all’ aria aperta», ha commentato qualcuno. «Se qualcuno di loro fosse asintomatico si infetterebbero tutti», ha notato preoccupato qualcun altro. Preoccupazione condivisa anche dagli amministratori locali della zona: il giorno di Pasqua trentadue sindaci della provincia di Agrigento hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, chiedendo di non essere lasciati soli di fronte all’ emergenza: «Alla luce dei continui sbarchi che avvengono sulle coste siciliane riteniamo necessario che il governo intervenga con urgenza per predisporre tutte le misure utili e le strutture necessarie per l’ accoglienza e la sicurezza dei migranti nel rispetto delle norme restrittive per il contenimento del coronavirus». Due giorni prima un egiziano di quindici anni era risultato positivo a un tampone nell’ hotspot di Pozzallo, che è stato immediatamente chiuso.

Ieri in Siclia si sono registrati 34 nuovi casi di positività al Covid-19. La situazione nell’ isola è ancora sotto controllo, anche grazie al rispetto delle regole da parte della popolazione. I pazienti ricoverati sono in tutto 590 (15 in meno del giorno prima), quelli in terapia intensiva 49 (4 in meno). Il timore però è che questi risultati possano essere compromessi da una cattiva gestione del fenomeno migratorio.

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