Saranno i nuovi poveri a fregarsene del coronavirus e delle multe. Per disperazione

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Ci farete poco con le sanzioni per il coronavirus se la gente ha fame. Mettetevelo bene in testa, signori governanti. Altro che furbetti avvisati. Avete sistemato, senza fargli fare un tubo, quelli del reddito di cittadinanza ma avete dimenticato dentro casa i nuovi poveri. Quelli che hanno chiuso i battenti delle attività. Oppure quelli che lavoravano da poco “sotto padrone” e sono stati messi alla porta. E tanti altri ancora.

Chi deve sfamare i figli e non ha mai fatto nulla di male nella vita lo farà per disperazione. E non lo fermeranno né tremila euro di multa né la minaccia della galera.

Se a casa c’è la disperazione….

Se a casa hanno fame, non c’è Conte che tenga, se lo andranno a prendere quel che serve da portare in tavola, file o non file, pure pericolose…


A Palazzo Chigi non sembrano aver capito che cosa rischia di scatenare il menefreghismo sulle condizioni economiche degli italiani. Non c’è dubbio che la salute sia fondamentale. Ma se non si mangia non è che sia un vivere sano.

Ci avete pensato almeno ai buoni spesa con cui rifornire le famiglie che stanno male? Non avete ancora i dati economici di ciascuno? Potete far smettere di recapitare le bollette? Il polso della situazione ce lo offre ad esempio dalle parti di Fiumicino un nostro amico abituato ad aiutare le persone che stanno male, Massimiliano Catini. “Sì, mi hanno detto anche che il riscaldamento non lo pagano, tanto arriva l’estate…”.

Ecco come stanno le persone che non trovano sindacati che si sgolano per loro. I non rappresentati. Gli invisibili. I poveri da Covid-19.

Avevo un’attività. Ci campavo la famiglia. E ora non ce l’ho più ma i miei devono mangiare comunque.

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Avevo trovato lavoro da pochi mesi. La ditta ha chiuso e non mi riconoscono né mobilità né cassa integrazione.

Ero precario, che te lo dico a fare….

Queste persone se restano in casa muoiono di fame. Se escono, ci pensa il coronavirus. Ma al governo ce l’avete un’anima, un cuore, un cervello? A poco serve l’una tantum di 600 euro, che quando c’è lo decide il Signor Stato…

Hanno perso il senso della realtà

Non si pensi che la regola per chi ha una partita Iva sia avere quattrini sul conto in banca. Perché anche lì ci sono molti che finora faticavano anche a mettere assieme pranzo e cena. E che hanno fatto Conte e Gualtieri? Hanno spostato i tributi, mica li hanno azzerati.

Una volta ci amareggiava vedere la fila degli italiani alla Caritas. Ora sarebbe un assembramento da manganellare. La disperazione da reprimere?

Al governo non hanno mai parlato con chi ha un bar o una bancarella. Giusto chiudere per rischio Covid-19, ma ci volete pensare davvero a come camperà chi aveva da lavorare e ora sta rinchiuso in casa vivendo di ricordi? Quali cavolo di tasse dovrà pagare quando arriverà il momento di far fronte alla scadenza “spostata” e non cancellata?

Avete perso tanto tempo dimenticando di salvare chi lavorava negli ospedali rischiando per la nostra salute; non ne perdete altrettanto dimenticando chi non lavora più e non sa come andare avanti. In questo guaio non ci si sono ficcati da soli. I disperati sono i più pericolosi. E se la prenderanno con voi.

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