Col coronavirus ci hanno giocato per 25 lunghi giorni

Vede, presidente Conte, c’è un motivo per il quale in tanti ce l’hanno con lei per il coronavirus. Lei e i suoi amichetti di Palazzo Chigi ci avete baloccato per quasi un mese, 25 giorni, col coronavirus.

Ci avete fatto perdere tempo immemorabile e il giorno in cui tutto questo sarà finito ci sarà qualcuno che si alzerà in piedi a rinfacciarvi un cimitero enorme.

Sul coronavirus troppi errori

E’ sacrosanto che l’opposizione si disponga a dare una mano al governo per i provvedimenti da assumere, magari condividendoli prima di adottarli a palazzo Chigi. Ma la responsabilità di aver colpevolmente taciuto e omesso ogni azione preventiva è tutta del governo Conte.


Lo testimonia il tanto discusso (in queste ore) decreto sulla dichiarazione dello stato di emergenza. 31 gennaio scorso e per sei mesi, sino alla fine di luglio.

Il problema non è il decreto di quel giorno, ma delle pantomime dei giorni successivi. Fino al 25 febbraio, quando si adottò il provvedimento sulle zone rosse al nord.

Fino ad allora sembrava una festa dell’Unita’ con la gara a chi la sparava più grossa.

A Milano la passeggiata a Chinatown.

Zingaretti al famoso aperitivo nel capoluogo lombardo (e poi ci ha rimesso in salute).

A Firenze l’ideona dell’indimenticabile Dario Nardella con l’hashtag #abbracciauncinese.

Gli insulti ai governatori delle regioni del nord per aver detto che bisognava evitare di infettare le scuole a tutela dei bambini.

Il mantra “è solo un’influenza”.

Il dibattito come in una sezione del vecchio PCI (ma stavate al governo dell’Italia) sulle scuole le chiudiamo sì o no.

Anziché procedere con la quarantena per chi veniva dalla Cina – di qualunque Paese fosse, ovviamente – hanno inutilmente bloccato i voli diretti, dimenticando di andare a lezione di geografia per scoprire da quanti paesi si può passare per arrivare in Italia.

Siamo arrivati al punto che siamo stati schifati persino dalle isole Mauritius e che gli italiani sono trattati ovunque come appestati.

“Tutto a posto in Italia”

Lo scorso 30 gennaio ci fu chi rispose in televisione alla domanda su come  contrastare il coronavirus: “Vi assicuro che l’Italia ha adottato la linea di misure di cautela tra le più efficaci in Europa e forse a livello internazionale”. Migliaia di morti, presidente Conte. “Le misure più efficaci”. Pensi solamente a quanti angeli bianchi sono saliti in Paradiso.

Chiudevate il nord e aprivate i porti in Sicilia, non ce lo dimenticheremo mai. E la polemica continua contro l’opposizione, che bollavate come razzista. È dovuto intervenire Mattarella a dire a Palazzo Chigi di smetterla, come auspicavamo sia pure in una forma ancora più solenne lo scorso 26 febbraio sul nostro giornale.

Il guaio è che Conte ha continuato imperterrito con le sue dirette maniacali da facebook a tarda notte, per far morire d’ansia prima ancora che di Covid-19 il popolo italiano.

Ecco, ora tutti ai remi, ma quei 25 giorni resteranno impressi nella memoria di chi si è sgolato per richiamare il premier ai suoi doveri istituzionali. Giusto l’invito a restare in casa, ma si fanno le leggi in questo caso se si vuole ottenere l’effetto, e non decreti presidenziali. Per questo il decreto legge di ieri, che è altra cosa. Ma finora è stata una partita che Conte ha voluto giocare da solo e non col Parlamento. Speriamo che cambi davvero registro.

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