Stop ai decreti Sicurezza: Conte-M5s in imbarazzo. Nel governo un’altra lite

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La maggioranza giallorossa si spacca sullo stop ai decreti sicurezza. Salta l’ultimo collante che tiene unito il governo Conte bis: la guerra contro Matteo Salvini.

Eppure, l’idea di spazzare via i decreti varati dall’ex ministro dell’Interno ha riportato al tavolo dei giallorossi Italia Viva. Sospendendo per un giorno le polemiche sulla prescrizione. Al vertice di Palazzo Chigi, presieduto da Conte, convocato ieri sul tema Sicurezza e immigrazione, partecipano i ministri Luciana Lamorgese (Interno) e Lorenzo Guerini (Difesa), i viceministri Vito Crimi e Matteo Mauri, il sottosegretario Manlio Di Stefano e i parlamentari Alessandra Riccardi (M5S), Roberta Pinotti (Pd); Laura Garavini e Gennaro Migliore (IV), Loredana De Petris e Nicola Fratoianni (Leu). L’esito del vertice è che si va verso due decreti separati: uno sulla sicurezza e un altro sull’immigrazione.

Alla riunione si fronteggiano posizioni in partenza sensibilmente divergenti: a rappresentare i due «estremi» rispetto ai due decreti Salvini sono Leu e M5S. I primi vogliono un netto superamento dei due provvedimenti laddove nel Movimento si incrociano più posizioni, con un’ala ancora convinta su modifiche che rispettino meramente le indicazioni del Quirinale. Sul tavolo c’è la proposta del titolare dell’Interno Lamorgese di cancellare i decreti sicurezza. Un testo che va oltre i rilievi del Capo dello Stato Sergio Mattarella che avevano accompagnato la firma dei due decreti sicurezza. Tra le novità la riduzione dei tempi per il rilascio della cittadinanza e il diritto all’iscrizione nell’anagrafe per i richiedenti asilo. Allo studio l’estensione dei casi per il rilascio dei permessi di soggiorno. E la cancellazione di ogni forma di regolamentazione per le Ong. Spariscono le sanzioni e la confisca delle navi. Così come viene riconsiderato il reato dell’oltraggio a pubblico ufficiale. Va valutata la tenuità del fatto in caso di sbarchi.

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Un cambio di linea a 360 gradi sulla politica per l’immigrazione. Che riporta l’Italia alla stagione dei porti aperti targata Angelino Alfano. Il cambio di strategia non convince i Cinque stelle. Mentre il nuovo corso del governo è accolto con soddisfazione dai senatori, ex Cinque stelle, (Paola Nugnes, Gregorio De Falco) che non avevano votato i decreti sicurezza: «Apprezziamo le proposte del ministro Lamorgese che forniscono una prima risposta alla osservazione del Presidente sui decreti sicurezza, sulla diminuzione della multe alle ong, sull’aumento dei casi speciali, sulla necessaria iscrizione all’anagrafe e tanto altro; ma riteniamo che il Parlamento dovrà fare molto di più e molto altro per dare quel segno di discontinuità annunciato in sede di fiducia. Punire chi soccorre le persone in mare, per esempio, è una sanzione improponibile, che va cancellata. Si deve ribadire che l’ordinamento non può sanzionare chi effettua doverosamente un soccorso in mare. Confidiamo nell’ascolto e nella collaborazione dei parlamentari di tutti gli schieramenti».

Salvini è una furia: «Pazzesco. Con tutti i problemi che ci sono in Italia qual è la loro priorità? Smantellare i decreti sicurezza: più protezioni umanitarie, tempi più rapidi per dare la cittadinanza, stop alle multe per le Ong, stop alla confisca delle navi. Alè. Pensano di fare un dispetto a Salvini, fanno solo il male del Paese». Non trattiene la gioia, dopo l’affondo contro Salvini, il leader del Pd Nicola Zingaretti: «Finalmente l’Italia ha un ottimo ministro dell’Interno che sta preparando dei decreti di vivibilità e sicurezza, perché la sicurezza è un diritto ma va data investendo sulle forze dell’ordine, sulle periferie, sulla cultura, sullo sport, su un’idea vera di sicurezza delle persone e non sulla paura che viene distillata. Noi crediamo che questo sia importante farlo e farlo in fretta. Quelli di Salvini erano decreti paura, decreti propaganda, e non servono al tema sicurezza. Si sta facendo un buon lavoro, e fatti tutti i passaggi, è tempo di stringere e varare questi provvedimenti che si aspettano tutti». I Cinque stelle però sono convinti che l’azzeramento dei decreti sicurezza non sia la strada giusta per controllare i flussi migratori. E ora minacciano lo strappo.

il giornale.it

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