Arrestano 27enne rom: la madre sfonda caserma col furgone

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Per protestare contro l’arresto del figlio ha preso un furgone e ha distrutto il cancello della caserma dei carabinieri dove si trovava in stato di fermo.

È successo a Sesto San Giovanni, comune in provincia di Milano, dove una donna nomade di 52 anni di origini bosniache, per le proprie azioni, ora rischia una condanna fino ad 8 anni per la distruzione di opera militare.

I fatti iniziano un paio di ore prima. Verso le 2 una pattuglia del Radiomobile ha eseguito dei controlli nei confronti di un giovane fermo nella sua auto in sosta a bordo strada su via Masaniello. Vedendo arrivare le forze dell’ordine il ragazzo ha abbandonato il veicolo e si è dato alla fuga a piedi riuscendo a far perdere le proprie tracce. Circa 30 minuti più tardi, però, gli agenti di Bresso, sono riusciti a rintracciare il giovane che si trovava a Cinisello, portandolo in caserma a Sesto per i controlli del caso dove è stato possibile verificare che il 27enne era pregiudicato e già stato espulso dal territorio nazionale nel novembre del 2019 con un provvedimento della questura torinese. L’uomo era evidentemente riuscito a rientrare nel nostro Paese vivendo clandestinamente sino all’arresto.

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Gli agenti, così lo hanno dichiarato in arresto per “reingresso illegale nel territorio nazionale” dandogli la possibilità di avvisare i parenti. L’uomo sapendo che avrebbe dovuto attendere il riavvio dell’iter di espulsione, ha chiesto ai familiari di portargli alcuni indumenti per i giorni che avrebbe trascorso nelle strutture dell’immigrazione. Così, poco dopo sono arrivate tre donne a bordo di un furgone Iveco bianco: la madre, la sorella e la moglie del 27enne. Dopo aver lasciato i vestiti, però, le tre si sono nascoste nel parcheggio della caserma dove sono rimaste ferme per quasi due ore. I militari hanno notato il furgone che aveva acceso i fari lampeggianti, ma avevano pensato ad una forma di “comunicazione” nei confronti del fermato. Mai avrebbero potuto pensare a quello che, invece, le donne avevano in mente. Intorno alle 4 di notte, il furgone è stato messo in moto e si è scagliato a tutta velocità contro la recinzione delle caserma alto tre metri e rinforzato.

Immediatamente i militari hanno circondato il veicolo e, senza sparare nemmeno un colpo, hanno circondato le donne riuscendo a bloccarle. A guidare il furgoncino era la madre del clandestino che è stata fermata con l’accusa di danneggiamento di strutture militari.

il giornale.it

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