La profezia del Financial Times: “Salvini premier se vince le Regionali”

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Se la Lega dovesse vincere in Emilia-Romagna, cogliendo una tanto storica quanto clamorosa vittoria, e in Calabria, Matteo Salvini potrebbe diventare – in breve tempo – il nuovo presidente del Consiglio.

A sostenerlo è il Financial Times.

Già, perché lo storico quotidiano economico-finanziario del Regno Unito si è lasciato andare a una previsione sul futuro prossimo del panorama politico italiano, sostenendo che “se fosse Lucia Borgonzoni a vincere, non solo il colpo manderebbe al tappeto il Partito Democratco ma probabilmente innescherebbe una crisi nella coalizione con il Movimento 5 Stelle al governo, il che potrebbe far cadere il governo”. Una tesi ricacciata al mittente dal premier Giuseppe Conte, che in un’odierna intervista al Corriere della Sera ha provato a ridimensionare l’importanza del voto di emiliani e romagnoli, sostenendo che l’esito delle urne non avrà alcuna conseguenza sulla maggioranza giallorosa.

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L’analisi del giornale d’oltremanica sentenzia: “Con la Lega molto più avanti, nei sondaggi, dei suoi avversari, nuove elezioni potrebbero vedere Salvini balzare al potere come presidente del Consiglio”. Una prospettiva che non fa certo così piacere al FT, più amico di un certo establishment, e da sempre nemico dei sovranisti.

Il quotidiano della Gran Bretagna parla della grande “scommessa” del segretario del Carroccio capace in questi anni di trasformare la Lega “da partito separatista del Nord a forza del centrodestra diffusa sull’intero Paese”. L’ex ministro dell’Interno viene dipinto come “un talentuoso e instancabile uomo da campagna elettorale”.

Quindi, il riferimento alla campagna elettorale nella “rossa” Emilia-Romagna: “Una clamorosa rivoluzione, per prendere il controllo di un’area del Paese tradizionalmente considerata come la culla del socialismo”. E sempre a proposito del voto decisivo di domenica 26 gennaio, il Financial Times pensa che la candidata del centrodestra – visti anche i sondaggi – sia assolutamente “in grado di abbattere il Muro Rosso italiano”, parlando come noto di “in un testa a testa con il governatore in carica, il dem Stefano Bonaccini”.

Infine, il FT chiosa così: “Comunque vadano le elezioni i giorni dell’Emilia-Romagna come roccaforte comunista sono finiti ormai da tempo. Il Partito Comunista Italiano, sin dal 1990, si è trasformato in un partito socialdemocratico, poi trasformatosi nel Partito Democratico dopo una piccola scissione dei più radicali che hanno costituito delle forze minoritarie”.

il giornale.it

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