Prima stangò pensionati italiani ora Monti punta a quelli francesi

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In un colpo solo Mario Monti ha rivendicato l’utilità della legge Fornero e dato il suo endorsement a al presidente francese Emmanuel Macron, impegnato da 39 giorni in un estenuante braccio di ferro con la “piazza” a causa dell’indigesta riforma delle pensioni da lui proposta.

Partiamo da Parigi. Data la veemenza – e a tratti anche la violenza – delle proteste di una consistente fetta del popolo, Macron ha fatto un piccolo passo indietro e ritoccato la sua riforma pensionistica, accettando di ritirare in via provvisoria l’innalzamento dell’età minima a 64 anni.

Come sottolinea il quotidiano La Verità, in Francia il tema della riforma pensionistica è un nodo spinosissimo. Oltralpe esistono infatti 42 regimi speciali, suddivisi in varie categorie, e mai nessun presidente è riuscito a riordinarli. Ci sta provando Macron, che tuttavia si è subito reso conto di esser finito in un ginepraio.

Il Capo dell’Eliseo proponeva l’introduzione di un sistema universale, con l’eliminazione dei vari regimi e l’introduzione di requisiti pensionistici uguali per tutti i lavoratori, ma soprattutto l’entrata in vigore di una soglia di età di 64 anni per poter ottenere il trattamento pensionistico pieno. Chi dovesse scegliere di andare in pensione a 62 anni, cioè la soglia minima confermata, percepirebbe un assegno più basso. Ebbene, Macron ha ritirato quest’ultimo punto.

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Una marcia indietro che non è piaciuta a Monti. L’ex premie, nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, ha “schiaffeggiato” metaforicamente il povero Macron: “Mi auguro sia solo una ritirata temporanea. Altrimenti sarebbe un segnale negativo per il presidente francese e per l’ Europa: Macron è il leader con le idee più avanzate sul come costruire una nuova Europa. La sua forza nello spingere su questo sentiero gli altri Paesi europei, a partire dalla Germania, risulterebbe tanto più attenuata quanto meno riuscisse ad andare avanti sulle riforme strutturali a casa sua”.

Monti difende (ancora) la legge Fornero

Monti non si è limitato a rimbrottare il capo dell’Eliseo. Ha pure rimarcato con convinzione la necessità della legge sulle pensioni (italiane) firmata da Elsa Fornero e introdotta nel 2011 ai tempi del suo governo tecnico. Una legge, ha dichiarato il senatore a vita, “poi oggetto di tanti attacchi vigliacchi”.

Non è infine mancato un elogio del ruolo italiano del capo dello Stato, quasi come se fosse una sorta di barriera per respingere le insidiose richieste del popolo. Una prerogativa che manca alla sfortunata Francia: “Tra il presidente e la piazza in Francia non c’ è intercapedine. In Italia abbiamo la fortuna di avere un capo dello Stato senza poteri esecutivi, ma normalmente con ampia moral suasion. E il sistema parlamentare, che ha i suoi inconvenienti, può produrre riforme strutturali di largo consenso che in un sistema presidenziale o semipresidenziale, come negli Usa o in Francia, sono molto più difficili. Ricordiamocelo quando qualcuno invoca il presidenzialismo”.

il giornale.it

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