Freddo, muffa e alloggi a pezzi: l’inferno in carcere per gli agenti

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Muffa sulle pareti e sul soffitto della mensa del carcere di Reggio Emilia, con otto gradi di temperatura. Al punto da costringere gli agenti a non mangiare.

Lo denuncia il Sinappe, Sindacato autonomo della polizia penitenziaria, in una lettera aperta di Anna La Marca, agente penitenziaria alla sezione femminile della casa circondariale reggiana e vicesegretario regionale del Sinappe.

“I colleghi in turno si sono astenuti dalla mensa e hanno deciso di digiunare. È impensabile che si preparino e si cucinino i pasti in locali dove soffitto e pareti sono ricoperti di muffa. Senza dimenticare le temperature bassissime: nella mensa degli agenti ci sono otto gradi”, scrive La Marca. Una situazione che, secondo l’agente, “rasenta il sopportabile”. Nella sua lettera, riportata da Reggiosera.it,l’agente spiega: “Stiamo tutti al freddo. Anche gli accasermati, pur pagando una sorta di affitto al ministero, non hanno riscaldamento. L’acqua delle docce è appena tiepida”.

Va ancora peggio in mensa, dove “si muore di freddo” e “il momento del pasto è diventato fonte di tensione e stress”. Per gli agenti e le cuoche, costrette a cucinare e servire “con giacconi, cappelli e sciarpe”. Problemi che vanno “avanti così da anni, ogni ottobre è la stessa storia. Qualche anno fa – continua La Marca – abbiamo ricevuto in prestito dalla Protezione civile dei ‘cannoni’ che sparano aria calda, ma non sono sufficienti per tutto l’istituto”. Cannoni che non sono adatti per riscaldare gli interni, dato che “ci sono vani in cui non si respira per la puzza di benzina e kerosene”. Una situazione insostenibile anche per i 400 detenuti che vivono nella casa circondariale reggiana. “Cominciano a essere nervosi, e hanno ragione. Perché non si decide di intervenire?”.

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Asma, allergie, logoramento nervoso. Questi gli effetti del freddo su quelle persone, tra agenti e detenuti, che soffrono di alcune patologie. Di qui la decisione, da parte del Sinappe, di inviare una lettera al Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, al Servizio igiene degli alimenti e nutrizione, al Servizio igiene pubblica e ai Nas.

Ma non c’è solo il problema del freddo. Sul soffitto e sui muri della mensa ci sono chiazze di muffa dovute ad infiltrazioni d’acqua. Ne è consapevole anche il direttore dell’istituto, Gianluca Candiano, che ha annunciato un incontro con il responsabile del servizio mensa il 7 gennaio, assicurando al tempo stesso “degli interventi di prime cure presso i locali Mos (mensa obbligatoria di servizio, ndr) e il laboratorio cucina da parte della Mof (manutenzione ordine prefabbricati, presso la quale lavorano alcuni detenuti, ndr). Questo per un primo intervento di rifacimento manutentivo della soffittatura e dei muri laddove sono presenti chiazze di muffa”.

Non va meglio agli alloggi dove vivono gli agenti, di cui sono state denunciate al Provveditore “le condizioni di estrema insalubrità”. Cosa non va? Praticamente tutto: “Acqua calda, mancato funzionamento dei termosifoni, infiltrazioni di acqua piovana da muri e soffitti, presenza di umidità e muffe nelle pareti, penuria di camere da destinare al personale femminile, resa ancora più grave dall’assenza di docce nei bagni interni e dalla necessità di regolamentare l’accesso alle docce comuni (sic!), tubature vecchie e rattoppate frequentemente, problemi nella ricezione dei canali tv, mai risolti a causa della carenza di fondi anche per acquistare pezzi di ricambio dal costo irrisorio, mobilio vecchio e fatiscente, materassi e reti dei letti in condizioni pietose, eccetera”.

La solidarietà di Matteo Salvini

In una nota, Matteo Salvini esprime solidarietà agli agenti: “Freddo, docce senza acqua calda, mensa e cucine in cattive condizioni. Solidarietà agli agenti della Polizia Penitenziaria che lavorano nel carcere di Reggio Emilia. Troppo spesso c’è più attenzione per i delinquenti che per le donne e gli uomini in divisa. In attesa che il ministro Bonafede batta un colpo, la Lega presenterà subito una interrogazione e andrà al carcere di Reggio Emilia per fare visita agli agenti. La Lega sceglie di stare con le Forze dell’Ordine, mentre il Pd vorrebbe schedarle e pensa di smontare i Decreti sicurezza”.

il giornale.it

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