Morì dopo un intervento: “Le hanno reciso la vena giugulare per errore”

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È un nuovo caso di malasanità, forse. A settembre scorso una donna è morta all’ospedale Vito Fazzi di Lecce per un’infezione in seguito ad un’operazione chirurgica.

La donna aveva effettuato l’intervento in una clinica privata. Ieri i suoi famigliari, le due figlie ed il marito, hanno deciso di depositare un esposto alla procura della Repubblica di Lecce per far chiarezza sull’accaduto.

È la storia di Maria Assunta Murrone, una donna di 50 anni originaria di Surbo, un Comune in provincia di Lecce. Tutto è iniziato ad aprile scorso quando Maria Assunta si sottopose ad un intervento di protesi all’anca, come detto, in una clinica privata. L’intervento riuscì e la paziente fu dimessa regolarmente.

La ferita, però, tardava a rimarginarsi e le condizioni della donna erano sempre più preoccupanti. Come si legge sul quotidiano regionale “La Gazzetta del Mezzogiorno“, la donna lamentava costantemente un generale senso di spossatezza fino all’aggravarsi della situazione. A fine luglio, infatti, la 50enne venne ricoverata all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce con la febbre molto alta.

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Le condizioni della donna apparsero da subito molto gravi ai sanitari del pronto soccorso. C’era un’infezione in corso ed era necessario curarla. La paziente fu ricoverata, così, per venti giorni nel reparto di ematologia del nosocomio leccese.

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta, la 50enne aveva contratto un virus, presumibilmente, in sala operatoria. Oltre alla febbre alta alla paziente iniziò a gonfiarsi anche il collo ed i medici decisero di sottoporla ad un nuovo intervento chirurgico per una sospetta neoplasia. Ma si trattava solo di uno dei sintomi dell’infezione.

Poco alla volta, le condizioni della paziente sembravano migliorare. La 50enne fu trattenuta nel reparto di otorinolaringoiatria solo per alcune medicazioni al collo. La mattina del 12 settembre scorso, però, qualcosa non andò come doveva. La donna ebbe un’emorragia, seguita da due arresti cardiaci, uno dei quali si rivelò fatale.

Sulla cartella clinica si parla di rottura spontanea della giugulare, ma, come si legge sempre sul quotidiano pugliese, i familiari temono che la vena sia stata erroneamente recisa nel corso della medicazione. Superati così i primi mesi di dolore e di lutto dopo la morte della propria madre e della propria moglie, i famigliari hanno deciso di affidare alla procura della Repubblica di Lecce il compito di far luce sull’accaduto. Bisognerà, insomma, capire se il decesso di Maria Assunta è stato causato da un errore dei medici oppure no.

il giornale.it

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