Torino bloccata per una bomba: disinnescato ordigno bellico

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Domenica difficile per Torino che sotto la pioggia deve affrontare il disinnesco di un ordigno risalente al secondo conflitto mondiale, trovato in via Nizza 61, in pieno centro, nel corso di lavori per il teleriscaldamento.

Le operazioni per il disinnesco della bomba Mk IV sono iniziate questa mattina alle 7 in punto, sotto una pioggia battente.

Torino si ferma

Sono 10mila le persone evacuate che hanno dovuto lasciare alle prime luci dell’alba le loro case. Tutte residenti nella zona rossa, quella dei quartieri San Silvestro e Crocetta. Gli abitanti nella zona gialla, circa 50mila, avevano invece la possibilità di scegliere se abbandonare la loro abitazione o se decidere di rimanere. Nel secondo caso erano però tenuti a seguire le istruzioni a loro fornite. I mezzi pubblici sono stati deviati e la metropolitana è stata limitata a Porta Nuova, dove la circolazione dei treni è ferma. Molti i voli aerei cancellati o che hanno subito ritardi notevoli.

Gli artificieri al lavoro

I guastatori del 32° Reggimento Genio della Brigata Alpina Taurinense, unità altamente specializzata dell’Esercito Italiano, sono stati chiamati a neutralizzare l’ordigno, nella prima fase in remoto tramite un robot. La bomba d’aereo inglese da 500 libre, con un cuore di 65 chili di esplosivo al tritolo, era stato lanciato più di 70 anni fa dagli aerei alleati nella Seconda Guerra Mondiale, 1944. I tempi per le operazioni di bonifica sono stati stimati tra le quattro e le sei ore. La bomba verrà poi fatta brillare in una cava. Il limite massimo è stato fissato alle 17 di questo pomeriggio, ma non viene escluso che le operazioni possano terminare prima. L’intervento della Taurinense prevede due operazioni distinte, una in punta e l’altra in coda all’ordigno. Prima verrà usata una speciale schiuma sulla prima spoletta, in seguito verrà praticato un taglio sulla sommità della bomba con un cannone che andrà a tagliare l’involucro in acciaio, mediante un forte getto di acqua e sabbia. Nella giornata di ieri i guastatori del 32° Reggimento avevano preparato la zona coprendo con dei sacchi di sabbia il terreno, in modo da limitare eventuali danni ingenti provocati da uno scoppio accidentale.

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Occhi puntati contro sullo sciacallaggio

Tra gli artificieri impiegati nelle operazioni anche il caporalmaggiore Gianmauro Gigli, figlio dell’artificiere morto in Afghanistan nel 2010, proprio mentre stava disinnescando insieme a un collega una bomba. Erano morti entrambi. Gigli, 32 anni, indossa la stessa divisa del padre. Questa mattina anche la sindaca Chiara Appendino si era recata sul posto per controllare la situazione. Le vie interessate sono costantemente sotto il controllo delle forze dell’ordine anti-sciacalli, per evitare furti e razzie nelle case disabitate durante le operazioni. Disinnesco ordigno bellico a Torino

il giornale.it

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