Divertimento senza età. Arriva il parco giochi dedicato ai più anziani

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La giornata è lunga a guardare i cantieri. Mani incrociate dietro la schiena a controllare ruspe e manovali indaffarati avanti e indietro

Oppure, d’ora in avanti, l’alternativa c’è: fare un giro al parco giochi pubblico per anziani con giochi cognitivi, installazioni e attrezzi ginnici, tutto per over. Non più solo scivoli e altalene per bambini, ma anche panchine con cyclette integrate, strumenti per muovere le braccia, per allungare i muscoli del collo, per giocare a tetris su spalliere di legno.

Il primo parco in Italia nascerà a Varese e sarà tra i primissimi d’Europa, ma l’idea è quella di costruirne tanti, migliaia in tutto il Paese. Zone all’aria aperta dove trascorrere pomeriggi altrimenti noiosissimi. È l’inizio di una rivoluzione culturale e sociale che finalmente si ferma a fare i conti con una popolazione di anziani che aumenta di anno in anno. Uno spazio che potrebbe diventare l’exit strategy per pensionati, non solo per tenere allenati mente e corpo, ma anche per stimolare la socializzazione e per far passare più tempo all’aria aperta.

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Un’idea così semplice a cui potevano pensare tutti, ma ci è arrivato lui per primo: Rosario Rasizza, 51 anni di Gallarate, amministratore delegato di Openjobmetis, quinto player del lavoro interinale, oltre 600 dipendenti e 600 milioni di fatturato, la prima agenzia italiana a essersi quotata in Borsa. «Lavorare per dare un lavoro agli altri» ama ripetere a chi lo intervista, e non è difficile capire perché negli ultimi anni la sua azienda si occupa anche del settore dell’assistenza ad anziani. Bastano due numeri per capire: oggi nel nostro Paese ci sono quasi 14 milioni di ultrasessantacinquenni e di questi 10 milioni hanno più di 70 anni. Tra vent’anni anni gli over 65 saranno 18,6 milioni vale a dire 5 milioni in più di oggi. Un quadro frutto dell’allungamento dell’aspettativa di vita e di una continua diminuzione del tasso di natalità (oggi l’Italia è il Paese europeo con il tasso più basso). E allora perché non pensare a spazi adatti a questo target che cresce di anno in anno?

«Abbiamo l’accordo con il sindaco e l’amministrazione di Varese, loro mettono a disposizione il terreno che è già stato individuato e noi i fondi per realizzare il progetto che ci costerà sui trentamila euro. Vogliamo essere gli artefici di un miglioramento concreto, una giornata spensierata, dove incontrare coetanei, annientare un po’ di quella solitudine che troppo spesso attanaglia i nostri nonni, una risata, un gioco per la mente, e un po’ di cyclette in compagnia. Erano anni che volevo fare qualcosa di concreto, ho studiato il modello di Bilbao nei Paesi Baschi il primo parco in assoluto per anziani: è stato un successo portato a Madrid, a Tavira in Portogallo e nello Yucatàn, in Messico, con il Parco «Los abuelos», i nonni. Io vorrei fare la stessa cosa». Un’area di ritrovo in ogni parco pubblico, appositamente destinato agli over, che ha il beneficio di combattere l’isolamento e di permettere agli anziani di ricrearsi una rete sociale anche solo attraverso delle chiacchierate. «La scelta di costruirli all’aperto- continua Rasizza, nominato Cavaliere al merito della Repubblica nel 2008, e nei parchi pubblici è nata soprattutto dalla constatazione che nei parchi i nonni possono incontrare persone di tutti i tipi e tutte le età con cui socializzare. Loro che con i nipoti danno tanto, finalmente avranno un’area tutta per loro».

il giornale.it

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