Renzi: “Salvini è una Chiara Ferragni mancata”

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Si è presentato con un’ora di ritardo, ma nonostante tutto ad attenderlo c’erano centinaia di persone.

Così tante, che alla fine la polizia ha deciso di non fare entrare più nessuno per ragioni di sicurezza. Matteo Renzi è arrivato alla libreria Feltrinelli di Palermo intorno alle 16.30 per la presentazione del suo ultimo libro “Un’altra strada”. Stessa aria di quando era alla guida del governo, stessi modi e tante frasi ad effetto. “Il nostro Pd era una squadra che vinceva – dice ai cronisti fuori ad attenderlo -. Abbiamo fatto il Triplete: il 41 per cento alle Europee del 2014, avevamo 17 regioni su 20 e 6 mila comuni su 8 mila. Poi con le dinamiche e le divisioni interne è saltato lo spogliatoio. Dall’interno si è giocato contro, dal giorno dopo il 41 per cento si è fatto la guerra a me e non all’avversario politico di turno”. Renzi ha parlato di tutto dai navigator che dovranno orientare i disoccupati alla ricerca di un lavoro. “Un’altra forma di assistenzialismo. Il navigator è il forestale del terzo millennio”, passando poi, per la guida del Movimento 5 stelle. “Si conferma che hanno detto bugie in campagna elettorale e hanno vinto mentendo su tutto. Hanno mentito sui rimpatri, sulla flat tax e sul reddito di cittadinanza. Di Maio aveva promesso l’abolizione della povertà ma ha abolito solo la crescita economica”.

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La stoccata arriva soprattutto sul reddito di cittadinanza contrapposto alle misure in tema di lavoro del suo governo. “Continuo a pensare che gli 80 euro sono stati utili per chi li ha presi, non vuoi fare 80 euro fai altro ma non buttare 8 miliardi tra reddito di cittadinanza e quota 100 in una dinamica in cui mancano 40 miliardi di euro”. Non rinnega neanche il referendum costituzionale del 2016, che di fatto ha portato alla caduta del suo governo. “Lo rifarei domani mattina, era la scelta giusta per l’Italia e avrebbe evitato questa tarantella vergognosa tra M5s e Lega. In meno di un anno il M5s è passato dal 42 al 9 per cento. Occhio a pensare che i cicli in politica siano eterni e questo vale anche per la Lega”.
C’è anche la stoccata all’attuale ministro dell’Interno: “Salvini è un ragazzo che dà soddisfazione sempre, cambia idea su tutto. Tra 10 anni sarà un volontario di una nave Ong nel Mediterraneo. Salvini dipende dall’algoritmo, è un influencer, non un ministro. Una sorta Chiara Ferragni che non ce l’ha fatta. Infatti per restare online ha bisogno di una storia”. E sul tema dell’immigrazione. “Per questa gente la pacchia non è mai iniziata e chi usa queste parole si deve vergognare: noi abbiamo recuperato in mare tante persone”.
Renzi ha commentato anche la situazione attuale che sta vivendo la sua famiglia. “Non era mai accaduto che vi fossero indagini per depistaggio ai danni di un presidente del Consiglio o indagini che hanno toccato la mia casa e la mia famiglia. Ho fiducia nella giustizia e nella magistratura, ma chiederò un risarcimento del danno. Se penso alla vicenda di mio padre, tutte e due le sentenze condannano Marco Travaglio per diffamazione, ma non si può dire nulla e non voglio dire nulla fino alla fine del processo. Quello che raccomando a tutti è di non molare e di opporre sempre una forte resistenza contro la barbarie di valori”, conclude Renzi.

il giornale.it

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