“Luridi infami”. E Meloni porta in Parlamento gli incendiari di Rovereto

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Giorgia Meloni, leader nazionale di Fratelli d’Italia, ha espresso a nome del suo partito la solidarietà alla parrocchia di San Rocco a Rovereto ed ha annunciato che presenterà una interrogazione parlamentare per fare luce su quanto accaduto nella località trentina.

L’ignobile atto è avvenuto attorno alle 5.20 del mattino del 10 gennaio quando degli ignoti, probabilmente abortisti e pro migranti (visto la sede scelta per l’attacco e la scritta lasciata sul muro dell’edificio sacro), hanno dato fuoco – secondo le prime indagini attraverso il lancio di una bomba Molotov (il noto ed “economico” ordigno di tipo incendiario che spesso ha caratterizzato le azioni di protesta dei gruppi di estrema sinistra) – al portone della chiesa di San Rocco, edificio seicentesco situato lungo Corso Bettini.

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Oltre a bruciare il legno del portone d’ingresso, il fumo, scaturito dalle fiamme, ha danneggiato gli intonaci ed alcune opere d’arte custodite nel luogo sacro. Gli attentatori, inoltre, hanno scritto sulla parete esterna della Chiesa un messaggio immigrazionista inequivocabile: “I veri martiri sono in mare”. Inoltre, dal tenore del messaggio, è chiaro il riferimento al presepe pro-life che è stato ospitato nei locali della chiesa durante il periodo natalizio, un presepio, allestito dalle Sentinelle in piedi, che ha fatto riflettere i visitatori della “Città della Quercia” perchè addobbato con decine di riproduzioni di bambini in gestazione collocati lungo il percorso dei Re Magi con la scritta “Il re Erode non è mai morto… la strage degli innocenti continua”.

Commentanto il “vigliacco attentato” Giorga Meloni ha ricordato che i “luridi infami” che hanno dato fuoco al portone della chiesa, probabilmente lo hanno fatto anche per contestare la scelta del parroco di allestire proprio il presepe dedicato ai bambini mai nati. “Chi difende la vita è sotto attacco e va difeso”, ha detto la Meloni, augurandosi che i responsabili siano assicurati alla giustizia e confermando la linea pro life che la Meloni intende dare alla destra sovranista italiana che rappresenta.

“Bruciare una porta è uno sfregio per tutta la comunità”, ha commentato l’arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi. “Chi ha appiccato quel fuoco potrà alimentare paura e divisione, ma non riuscirà mai a mandare al rogo la forza del dialogo e del confronto, conquista di civiltà di cui tutti dobbiamo essere custodi e garanti”.

il giornale.it


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