Per quelli di sinistra non esiste il terrorismo islamico. Assurdo. E questo allora cosa è?

L’evidenza che nessuno vuole ammettere. Moltissimi leader politici di sinistra non riescono a pronunciare le parole terrorismo islamico, come anche jihadismo, islamismo radicale o islam violento.

Il fenomeno si estende anche a molti intellettuali, soprattutto di sinistra. Un esempio per tutti: il documentario 13 novembre: attacco a Parigi dei registi Jules e Gédéon Naudet è molto bello.

Però in ore di interviste ai superstiti all’attacco contro la capitale francese, nel 2015, non una sola volta viene raccontata con chiarezza la matrice islamica dell’attentato.

Da cosa nasce questa bizzarra forma di amnesia che rende incapaci, soprattutto a sinistra, di chiamare per nome le cose? Lo spiega bene un saggio, appena pubblicato in Italia, del giornalista francese Jean Birnbaum: Musulmani di tutto il mondo, unitevi! La sinistra di fronte all’Islam (Leg, pagg 170, euro 17).

La tesi di Birnbaum, che ha analizzato tutto il dibattito francese in materia – l’Italia è praticamente l’unico paese in cui non se ne parla -, è semplice. A rendere cieca la sinistra è la svalutazione a prescindere della religione.

Birnbaum dimostra che i terroristi sono tutt’altro che esclusi, oppure dei maniaci. Anzi, hanno idee molto chiare che hanno origine da una precisa matrice religiosa.

Dire che la questione non è «islamica» rende impossibile risolverla. Nell’islam è in corso una guerra civile, far finta che non ci sia, aiuta gli estremisti.

E noi non lo vogliamo.

Fonte: Il Giornale

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