Ecco tutte le “balle” di Di Maio sulle sforbiciate alle pensioni

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I tagli alle pensioni alte? Una vera e propria bufala. I tagli, quelli ci saranno, ma di certo non serviranno ad aumentare le pensioni minime a 780 euro.

Il governo, sponda grillina, ha fatto propaganda affermando che i tagli agli assegni d’oro sarebbero stati destinati all’aumento degli assegni più bassi. Ma stanno davevro così le cose? La verità a quanto pare è un’altra e ben più amara per i milioni di pensionati che da gennaio subiranno sforbiciate agli assegni. Di fatto, come ricorda Repubblica, dalle sforbiciate alle pensioni più pesanti (sopra i 100mila euro complessivi all’anno) per il 2019 sono attesi circa 76 milioni di euro. Che in tre anni diventeranno 239. La vera “botta” invece arriva per i pensionati della fascia media. Con il blocco alle rivalutazioni sugli assegni che superano i 1522 euro al mese, il governo otterrà circa 2,2 miliardi in tre anni e 4,7 nei prossimi 5 anni.

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Di Maio sosteneva che dal taglio delle pensioni d’oro avrebbe ottenuto ben 12 miliardi. Balle: la sforbiciata vera è proprio su chi ha un assegno molto più basso dei 5000 euro al mese che segna la soglia da cui scatta la penalizzazione per i più ricchi. E i conti sono presto fatti. Gli effetti più pesanti si avvertiranno sugli assegni che superano i 2800 euro con un taglio di 155 euro l’anno. chi invece ne guadagna 3500 ne perderà 200, fino a salassi da oltre 300 euro (come ha ricordato ilGiornale) oltre i 4566 euro. Insomma di fatto a finanziare l’eventuale rialzo delle minime saranno i pensionati da 2000-3000 euro e non certo quelli d’oro tanto odiati da Di Maio.

il giornale.it


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