La plastic tax è pronta. Ecco quanto pagheremo

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“La plastic tax? Fermeremo tutti gli investimenti. E stiamo pensando di spostare la nostra sede all’estero”.

Il grido di dolore di qualche giorno fa di Alberto Bertone, patron di Acqua Sant’Anna, era più che giustificato. Specie ora che il governo ha finalmente diffuso i numeri ufficiali della manovra. Nonostante le proteste di Matteo Renzi, il governo ha inserito nel testo della legge di bilancio 2020 la tassa sugli imballaggi. Un balzello da cui i giallorossi intendono ricavare circa 3 miliardi di euro in due anni, precisamente 1,1 miliardi nel 2020 e 1,8 nel 2021, oltre alle annunciate – e confermate – strette su bevande zuccherate ed auto aziendali.

Ma la tassa più dannosa per l’economia italiana rischia di essere quella sugli imballaggi, criticata addirittura da Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna dove si concentra il principale distretto del settore. La plastic tax rischia di essere un massacro per tutti: Stato, imprese e cittadini. A pagarla, però, sarebbero soprattutto i consumatori, su cui andrebbe a scaricarsi gran parte del peso del nuovo balzello della sinistra.

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Secondo una stima di Libero, le famiglie italiane andrebbero incontro a un aggravio di spesa pari a 1 euro per ogni chilogrammo di contenitori acquistati al supermercato. Prendendo a modello un nucleo familiare composto da quattro persone – padre, madre e due figli – nel cestino dei rifiuti si accumulano bottiglie di acqua minerale (ovviamente di plastica) per 600 grammi la settimana, a cui corrispondono 60 centesimi di plastic tax.

È questa una delle principali voci di costo per le famiglie, a cui aggiungerne altre come vaschette di formaggio spalmabile, capsule di caffè, tè, cioccolato in polvere, detergenti per lavastoviglie, lavatrice e l’igiene della casa… Tutti prodotti che, salvo rarissime eccezioni, non si possono acquistare sfusi, ma solo in contenitori di plastica. Con gli involucri che contengono sostanze chimiche inevitabilmente più pesanti per garantirne la conservazione oltre che una maggiore resistenza agli urti accidentali.

Sommando le varie voci, con l’eventuale introduzione della plastic tax si arriverebbe a 3 euro a settimana circa per ogni famiglia, per un totale annuale di quasi 155 euro. Questo senza considerare gli oggetti che si comprano una tantum, come arredi da giardino, sedie, tavoli, cornici dei quadri, strumenti da cucina e così via. Insomma, la spesa complessiva potrebbe essere ancora più elevata. E i consumatori già tremano.

il giornale.it

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