Manovra, Moscovici pretende più tagli dall’Italia: “Riduzione deficit insufficiente”

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Niente da fare. A Bruxelles non basta quanto proposto da Giuseppe Conte durantel’incontro di ieri sera e così la manovra italiana continua a rinfocolare lo scontro tra l’Ue e Roma.

La riduzione del deficit italiano secondo Pierre Moscovici “non è ancora sufficiente”.

Ieri il premier nostrano si è presentato da Juncker portando in dote una proposta volta a ridurre il deficit previsto dalla legge di Bilancio dal 2,4% al 2,04%. Sembra solo uno zero in più, ma nella pratica significano diversi miliardi di euro. Voci di corridoio parlano di un possibile aumento dell’Iva l’anno prossimo per trovare le risorse necessarie a finanziare Quota 100 e il reddito di cittadinanza. L’obiettivo è non ridurre i miliardi stanziati per le due riforme cardine delle proposte elettorali gialloverdi, cercando altrove i soldi per accontentare Bruxelles.

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Far scattare le clausole di salvaguardia già nel 2020 potrebbe aiutare con i 13,7 miliardi che portano con sé. In più ci sono 7,5 miliardi previsti dalle dismissioni di Stato. Peccato che l’iniziale apertura trapelata ieri dalle Commissione sia stata in qualche modo smentita stamattina dal Commissario Ue agli Affari economici. “Questo è un passo nella giusta direzione, ma non ci siamo ancora, ci sono ancora passi da fare, forse da entrambe le parti”, ha spiegato Moscovici.

Diverso invece il trattamento riservato alla Francia. Macron ha annunciato delle riforme sociali per frenare le proteste dei gilet gialli. Promesse che costeranno (parecchio) a Parigi, con un probabile sforamento del tetto del 3% tra deficit e pil. L’Italia ha protestato, denunciando i due pesi e le due misure di Bruxelles. Oggi da Moscovici è arrivato un insolito via libera al superamento di una soglia che il Belpaese si sogna di raggiungere: “Penso che ciò che è desiderabile – ha detto il Commisario durante un’audizione al Senato francese – è che questo superamento sia il più limitato possibile”. Ma comunque sarà accettato dall’Europa (come già annunciato ieri…).

il giornale.it

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