Sesso a scuola in cambio di ricariche telefoniche, compiti e favori

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Sesso tra minori in cambio di favori. Si va dalla ricarica per il telefonino ad aiuti scolastici.

I ragazzi pattuiscono il prezzo tra i banchi di scuola, durante intervalli o lezioni. A volte anche degli adulti sono pronti ad approfittare delle richieste degli alunni per momenti a luci rosse con protagonisti i minorenni. Questo è quanto sarebbe emerso da un sondaggio online su un portale dedicato alla scuola. Gli studenti intervistati, circa 14mila, hanno un’età compresa tra gli 11 e i 19 anni. Già nel 2013 era emerso il caso delle ragazzine della Roma bene, nate ai Parioli, che offrivano favori sessuali in cambio di soldi. Sempre nello stesso anno a Como, una ragazzina di soli 14 anni si era offerta tra i bagni della scuola in cambio di soldi. A distanza di 5 anni la situazione non sembra essere cambiata. Anzi.

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L’8% degli adolescenti intervistati ha dichiarato che nella sua scuola conosce almeno un ragazzo o ragazza che ha barattato il proprio corpo in cambio di altro. Il 5% ne conoscerebbe più di uno e il 3% parla invece di casi isolati. Solo il 26% dei rapporti avviene tra studenti, mentre il 48% sarebbe tra studenti e persone molto più grandi. Il 40% farebbe sesso con uomini o donne totalmente estranei. L’8% degli studenti che conoscono compagni pronti a prostituirsi, avrebbero accettato almeno una volta di scendere a patti con questi, così, tanto per provare. Il 15% ammette invece di farlo abitualmente, senza problemi. Raramente viene chiesto denaro in cambio, più facilmente vengono richiesti favori di vario tipo. Sei volte su 10 il primo contatto avviene tra i banchi di scuola. Uno su tre si propone in cambio di aiuti scolastici, dalla traduzione di latino a ripetizioni vere e proprie. Ricariche telefoniche per il 14%, mentre il 19% preferisce i contanti da poter spendere a piacimento. I luoghi preferiti per pagare lo stesso edificio scolastico o l’abitazione di una delle due parti contraenti. Quando gli incontri avvengono in luoghi esterni alla scuola possono essere tra studenti e persone conosciute su internet. Infatti il 20% dei ragazzi sarebbe stato contattato sui social network e ben il 35% di questi adolescenti sarebbe anche stato filmato e poi ricattato.

il giornale.it

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