Emanuela Orlandi, Vittorio Feltri: “Se il suo assassino è un prete non si saprà mai”

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Una storia assurda che dura da 35 anni e non è ancora finita. È quella di Emanuela Orlandi, una quindicenne figlia di un dipendente del Vaticano, sparita nel 1983 e non più ricomparsa. Decenni trascorsi senza che si sia scoperto il motivo della morte di questa povera fanciulla. A distanza di tanto tempo passato inutilmente allo scopo di capire cosa sia successo alla ragazza in questione: silenzio da parte delle cosiddette autorità religiose, bocche chiuse, inquirenti incapaci, mistero assoluto.

Ma come può accadere che una adolescente nata e cresciuta in Vaticano, non nel quartiere di San Lorenzo, sia stata rapita o uccisa (più probabile) in una piccola città teoricamente Santa e poi occultata in maniera tale da essere impossibile recuperarne il corpo? Con tutta la fantasia di cui disponiamo, non siamo in grado di decifrare l’ arcano. Qualcuno sospetta che Emanuela sia stata violentata e soppressa da un prete più o meno altolocato. Forse, ciononostante non esiste una prova. Altre ipotesi si possono fare ma nessuna di esse è convalidata. Supposizioni. Ora, a distanza di parecchi lustri, saltano fuori alla Nunziatura Apostolica di via Po le ossa di una donna, che presto saranno esaminate per verificare se siano o no i resti della povera vittima di cui discettiamo.

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Non resta che attendere. Però qualora si venisse a sapere che lo scheletro è il suo, il giallo non sarebbe comunque risolto. Il recupero di un cadavere non dice chi sia l’eventuale assassino né può costituire la base di partenza per indagini che portino a comprendere cosa sia avvenuto e chi ne sia il responsabile. Questo per dire che Emanuela non avrà in ogni caso giustizia.

Chiunque l’abbia ammazzata non sarà preso e processato perché è trascorso troppo tempo dall’epoca del delitto e chi lo ha commesso ha avuto facoltà di nascondere la mano omicida in forma perfetta.

Rimane l’ atroce sospetto che la giovane sia stata sacrificata da un prelato, cioè da una persona che viveva e frequentava lo Stato della Chiesa, lasciandosi andare a un istinto sessuale che definire schifoso è poco.

Mi auguro che la presente ricostruzione sia sbagliata, ma non me ne viene in mente una più convincente. In effetti gli uomini, con o senza abito talare, sono purtroppo tutti uguali e capaci di dare il peggio di sé.

di Vittorio Feltri

 

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