Immigrati, stupri, risse, rapine. Milano è la capitale del crimine

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Ed eccoci al famoso “modello Milano“, quello tanto propugnato dal sindaco Giuseppe Sala.

Anche nel 2017 il capoluogo meneghino è stato la capitale d’Italia. E non per le attività svolte o l’afflusso di turisti, ma per i reati commessi sul territorio comunale. Insomma: la città della Madonnina capitale italiana del crimine. E non è un bel segnale.

“Secondo i dati del Ministero degli Interni – commenta l’onorevole Paolo Grimoldi, deputato della Lega e Segretario della Lega Lombarda – è la città dove, nell’anno 2017, sono stati denunciati 7,2 reati ogni 100 abitanti. E visto l’andazzo tragico di questo 2018 immaginiamo che questi dati siano ulteriormente peggiorati”. Il leghista ha le idee chiare su chi puntare l’indice per trovare responsabili di questi dati: “Questo è il drammatico risultato delle politiche buoniste e lassiste delle giunte Pisapia e Sala, che hanno aperto le porte a decine di migliaia di clandestini e lasciato che il degrado e il crimine invadessero i quartieri periferici“.

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E in effetti sono molti i casi di cronaca di stupri, rapine, violenze. “A Milano non passa giorno senza uno stupro di un immigrato in una stazione o sui mezzi pubblici – attacca Grimoldi – senza un accoltellamento o una rissa tra stranieri, senza considerare lo spaccio di droga. Via Sala e Majorino, riportiamo ordine e legalità anche a Milano come sta avvenendo nel resto dell’Italia“. Per i casi di violenza sessuale la città è quarta in classifica, con un aumento del 10% dei casi. Al secondo posto invece per furti, rapine e frodi informatiche.

Della stessa idea anche Silvia Sardone, consigliera comunale e regionale nel gruppo Misto. “Altro che modello Milano sbandierato dalla sinistra: questo è un bollettino di guerra – dichiara – L’assessore Scavuzzo spiega questi numeri col fatto che Milano è una città internazionale e il volume dei visitatori incide sulle statistiche: bel biglietto da visita per i turisti che arrivano in città per passare una vacanza. L’assessore dice che i presidi sono aumentati, ma basta farsi un giro in periferia (dove la sinistra è assente da anni) per accorgersi che la sensazione di sicurezza è inesistente. Si conferma che la sicurezza non è una priorità per la sinistra, su questo punto il disastro della giunta Sala è sotto gli occhi di tutti“.

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