Matteo Salvini, la fronda dei M5S fedeli a Roberto Fico che vogliono farlo cadere

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All’ inizio sembrava non avesse truppe. Lo scranno più alto di Montecitorio pareva consegnare Roberto Fico, l’ oppositore interno, a un innocuo isolamento. Ma con il passare dei mesi, le cose sono cambiate. Man mano che Matteo Salvini si è preso spazio e visibilità si è creato attorno al presidente della Camera un nocciolo crescente di fedelissimi. Quelli che non sopportano certe intemperanze della Lega, quelli che finché si esegue il contratto va bene, ma Salvini non può dettare la linea. E per uno che accetta di venire allo scoperto ce n’ è almeno il doppio che pensa e dice lo stesso a microfoni spenti.

La vicenda della nave Diciotti ha fatto uscire allo scoperto la fronda anti-Lega. Fedelissima di Fico è senz’ altro la senatrice Elena Fattori. «La politica degli scudi umani», ha detto nei giorni scorsi, «è indegna di un paese civile». E quando Salvini ha attaccato il presidente della Camera, gli ha ricordato che «è un ministro della Repubblica, ma deve rispettare il Parlamento». Su Facebook è stata ancora più dura: «È possibile che il nazista Eichmann e i suoi milioni di complici stessero semplicemente eseguendo gli ordini?».

Come lei, ha reagito il deputato Luigi Gallo: «Fico è il M5S e il più alto rappresentante di tutti i parlamentari eletti dai cittadini alla Camera. Un altro è Aldo Penna, deputato siciliano del M5S: la soluzione, ha spiegato, non è la chiusura dei porti, ma «visti umanitari temporanei» per i naufraghi. Ha dato voce al malessere di tanti del Movimento la senatrice Virginia La Mura: «Spero che l’ odio smetta di essere fomentato e si plachi».

Un’ altra che ha parlato esplicitamente dell’ insofferenza del Movimento è la senatrice Paola Nugnes: nel contratto di governo, ha detto, «niente ci aveva preannunciato la chiusura dei porti e soprattutto questo inasprimento generale del sentire comune. La frase “prima gli italiani”è un pugno nello stomaco».

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La spaccatura, però, non è solo tra i banchi parlamentari, ma anche dentro il governo. Barbara Lezzi, ministro per il Sud, non ha fatto mistero di non condividere la linea del vicepremier leghista. Anche una new entry come Gregorio De Falco, senatore, ufficiale di marina militare, ha preso le distanze dalle scelte del ministro dell’ Interno, e non ha usato parole meno dure il senatore Gianluca Ferrara: «Salvini parla alla pancia del Paese, come fossimo tutti adolescenti».

Non è solo l’ immigrazione, del resto, il tema che apre un solco nel M5S, tra chi la pensa come la Lega e chi no. «Credo che Di Maio», ha detto la deputata Doriana Sarli, «stia facendo un ottimo lavoro su tantissimi temi importanti. Ma sui diritti civili subiamo un’ impostazione leghista che sta fomentando odio e paura. Cosa stiamo diventando?» Altro fedelissimo del presidente della Camera è il deputato Giuseppe Brescia: «Non condivido la linea del Carroccio, io i migranti li avrei fatti scendere dalla nave». Non è andato per il leggero il deputato Andrea Colletti,così come la deputata di Napoli, Gilda Sportiello: «La decisione di non far sbarcare le persone dalla Diciotti non può appartenermi, non può appartenere al mio Movimento».In difesa di Fico anche Cristian Romaniello. «Roberto Fico rappresenta la terza carica dello Stato e ha il diritto sacrosanto di esprimere la propria opinione. Punto».

L’ insofferenza per l’ alleanza con la Lega è particolarmente forte in Sicilia,dove Giampiero Trizzino, deputato regionale, e il capogruppo in consiglio comunale a Palermo, Ugo Forello, hanno alzato la voce. Altra zona critica è Torino, dove Valentina Sganga, capogruppo del M5S, in questi giorni si è scagliata con forza contro il ministro dell’ Interno.

 

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