Vittorio Feltri massacra il M5s sui vaccini: “Beoti e ignoranti, il loro delirio peggiore”

Ci risiamo con la storia dei vaccini. Chi non li vuole obbligatori non è detto che sia cretino, ma sicuramente è ignorante come un tamburo rotto. Crede di essere uno scienziato in grado di competere con gli studiosi benché non abbia studiato un fico secco. Non sa, tuttavia reputa di sapere perché ha letto quattro bischerate su internet o ascoltato i discorsi deliranti degli sprovveduti grillini. Anche i sassi dovrebbero aver imparato che se uno si immunizza non si ammala, viceversa rischia addirittura la pelle.

Ciononostante i sassi sono mediamente più intelligenti degli umani presuntuosi che intendono insegnare a tutti ciò che non sono all’altezza di comprendere, avendo il cervello atrofizzato su cui bisognerebbe intervenire con una profilassi onde normalizzarlo. Sono beoti, nel senso che bevono il veleno nella convinzione di tracannare acqua fresca e ristoratrice.

I vaccini forniscono ai bambini gli anticorpi necessari a reprimere l’eventuale insorgenza di certe patologie letali, sono utili a tutelare i singoli individui e la collettività contro morbi pericolosi, i quali, in passato, in assenza di antidoti, mietevano vittime in grande quantità. La scienza favorisce il benessere, chi nega ciò, ovvero l’evidenza, è un povero troglodita indegno di far parte del consorzio umano. In tempi non troppo lontani i ragazzini erano minacciati da malanni funesti poi sconfitti proprio dai ritrovati medici: nessuno più viene storpiato dalla poliomielite, per citare un esempio clamoroso

Merito di chi? Del Movimento 5 Stelle o di chi si è impegnato nei laboratori di ricerca, ricavando dalle provette sostanze salvifiche? Togliere l’obbligo a ripararsi dal pericolo di essere contagiato dai virus significa creare le premesse per impestare decine o centinaia di alunni. La collettività ha il dovere di proteggersi. Vuoi che tuo figlio vada a scuola? Evita di renderlo veicolo di schifezze che uccidono o rovinano la salute.

Per difendersi dagli ignoranti la comunità imponga delle regole rigide e mandi al diavolo i predicatori dissennati cresciuti nella inconsapevolezza. Non c’è futuro per i dementi che sono giunti a un livello di follia tale da augurare la morte al primo virologo italiano, il professor Roberto Burioni, un genio ovviamente imbattibile nel suo ramo. Una signora deficiente ha scritto su un social: spero affoghi. A noi pare che sia già affogata lei nella sua stupidità.

 

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