È rivolta social contro Daisy Osakue: “Non meriti di indossare l’azzurro”. Petizione per escluderla dagli europei

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Prima polizia e carabinieri, poi i magistrati di Genova, hanno definitivamente escluso l’aggravante razziale sull’aggressione ai danni di Daisy Osakue che, essendo iscritta al PD, ha volutamente gonfiato l’episodio per cavalcare l’onda della finta emergenza razzismo. Ma sui social, giustamente, è rivolta contro l’atleta africana figlia di un ex boss della mafia nigeriana: “Patetica”, “falsa”, “ridicola”, “ingrata”. “Non meriti quella maglia”. Molti chiedono l’espulsione dall’Italia della famiglia Osakue. Il presidente del comitato PrimaNoi, Alex Cioni, ha lanciato una petizione on-line per escluderla dai campionati europei (firma anche tu qui).

(Adnkronos) – I magistrati per ora escludono l’aggravante razziale per l’aggressione che l’ha vista protagonista, e Daisy Osakue finisce nel mirino dei commentatori social, che ora la accusano di aver “strumentalizzato” la vicenda e “mentito per cavalcare l’onda pro migranti”. A far montare la rabbia degli utenti, l’intervista rilasciata a Sky Tg24 all’indomani dell’aggressione, quando l’atleta aveva parlato apertamente di razzismo: “E’ una zona dove ci sono prostitute di colore, a mio avviso – spiegava – credevano fossi una di loro”. Parole evidentemente imperdonabili per chi nega l’escalation razzista e xenofoba in Italia e che ora grida alla “fake news montata ad arte dalla sinistra” e chiede alla azzurra di ritirarsi dalla Nazionale.

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“Patetica”, “falsa”, “ridicola”, “ingrata” scrivono i detrattori del web. E ancora, accusano, “quella maglia non la meriti”. “Secondo me – suggeriscono alcuni – dovresti rinunciare alla maglia della Nazionale scusandoti per aver strumentalizzato il brutto episodio che ti è capitato”, e chiedono “una lunga squalifica” perché “da italiano io mi sento mal rappresentato da una ragazza che non ha rispettato nessuno dei valori elencati”. “E tu – rincarano la dose – saresti un’atleta che rappresenti l’Italia nel mondo raccontando bugie…Ti devi solo vergognare”. E ancora: “Mi pare una vera infamata al paese per il quale gareggi e di cui bandiera rappresenti”. Chi di dovere, suggeriscono, “dovrebbe indagare su chi ti ha chiesto di farlo”.

Se per ora si esclude l’aggravante razziale per l’aggressione, è in molti commenti che riguardano l’atleta che trasuda senz’altro razzismo. “Fosse per me l’avrei cacciata dall’Italia” che “tanto di italiano ha solo la maglia”, “barcone, valigia e tornate in Africa“, “non ci sono neri italiani”, “ma azzurra di che?”, alcuni degli agghiaccianti messaggi rivolti all’atleta.

“Non facciamo passare gli immigrati come i martiri dell’Italia perché sono proprio loro a creare scompiglio”, puntualizzano ancora sulla bacheca Facebook della ragazza, che intanto diventa incredibilmente un luogo dove postare – in modo quasi ossessivo – foto e frasi sull’omicidio della povera Pamela Mastropietro. “Ha fatto più notizia un uovo in faccia che la povera Pamela stuprata, uccisa e fatta a pezzi da un migrante. Ma falla finita, poteva succedere a chiunque”.

“Invece di lamentarti per una goliardata chiedi piuttosto scusa e vergognati per i tuoi amichetti e per tutto quello che hanno fatto a Pamela“, scrivono, come se i due episodi fossero correlati o se la ragazza ne avesse colpa.
Intanto la partecipazione di Daisy agli Europei è “fortemente a rischio”. I danni all’occhio provocati dall’aggressione hanno costretto infatti l’atleta a dosi di cortisone troppo elevate. Un incubo nell’incubo per la primatista.

Con fonte Adnkronos

 

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