Sondaggi, l’indice di gradimento del governo Conte sale a quota 70. M5S sale e Lega scende

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Sondaggi: il governo Conte ottiene un giudizio molto positivo.

Secondo le rilevazioni dell’istituto Ipsos diffusi dall’agenzia Ansa l’esecutivo gialloverde ha un indice di gradimento di 69 punti e valutazioni positive dal 63 per cento degli intervistati. Mentre raccoglie valutazioni critiche da parte del 28 per cento degli intervistati.

Nello specifico, il premier Giuseppe Conte ha ottenuto un giudizio positivo del 60 per cento del campione intervistato e il suo indice di gradimento sale a quota 70.

Controsorpasso del M5S sulla Lega nei sondaggi.

Si tratta di numeri, osserva Il Fatto Quotidiano, paragonabili a quelli del governo Renzi, che nei primi mesi ebbe un indice di gradimento del 69 per cento alla fine della primavera del 2014. Un anno dopo questo indice di gradimento scese però al 39 per cento.

Ipsos ha anche rilevato il controsorpasso del M5s sulla Lega nelle intenzioni di voto: i pentastellati oggi otterrebbero il 31,6% dei consensi, in aumento dello 0,9 per cento.

La Lega invece ha perso 1,3 punti percentuali, scendendo al 30,9 per cento.

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Sono in calo nei sondaggi tutte le altre forze politiche tranne Fratelli d’Italia (al 3,2, +0,6) e Liberi e Uguali (2,4, +0,4).

Se si votasse oggi il Pd prenderebbe il 17 per cento (-0,8) e Forza Italia il 7,5 (-0,1).

Sempre da un sondaggio Ipsos per Il Corriere della Sera è emerso che il Partito Democratico ha “evidenti difficoltà” in quanto quasi il 60% “ritiene che non stia facendo nessuna opposizione”, mentre contrario “solo il 25% vede un efficace contrasto al governo Conte”.

Si tratta di percentuali, si legge sul Corriere, “che migliorano un po’ tra gli elettori del Pd, dove l ‘efficacia dell’opposizione sale a quasi il 40% ma dove comunque la maggioranza assoluta non vede un’azione apprezzabile”.

“Questo – ha spiegato Nando Pagnoncelli – è il frutto non solo dell’afasia degli esponenti del partito, ma è in parte riferibile al tema del rapporto con il M5S, che ha diviso il partito sia in fase di discussione per la formazione del governo, quando si scelse, con molti distinguo interni, di non aprire un tavolo di trattative”.

 

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