Gabanelli: ‘Le cannucce di plastica permangono nei secoli: 500 anni per distruggersi’

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Le cannucce di plastica sono al quinto posto nella classifica dei materiali inquinanti che si trovano sulle spiagge e ne consumiamo, solo in Italia, circa 2 miliardi l’anno.

E prima che si distruggano completamente ci vogliono 500 anni, spiega Milena Gabanelli in un’inchiesta per la rubrica “Dataroom” sul Corriere della Sera online.

Questo vale anche per la forchettina. Non sono considerati imballaggi e quindi non si riciclano.

E tutto ciò che finisce in mare diventa microplastica: frammenti di due millimetri galleggiano ovunque nel Mediterraneo. E nel mondo dodici milioni di tonnellate, che finiscono poi nella catena alimentare, perché se la mangiano i pesci.

Un po’ di numeri: solo in Italia, l’ottanta per cento dei rifiuti sulle spiagge sono di plastica, il 7,8 per cento sono cotton fioc. Circa duecento milioni di pezzi e non sono biodegradabili. Usiamo il wc come pattumiera.

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In Unione Europea si ricicla il trenta per cento dei rifiuti di plastica, negli Stati Uniti appena il 10 per cento e a livello globale appena il quindici per cento. Poi tutto quello che finisce negli oceani danneggia la fauna marina per secoli.

Una buona notizia: dal 2012 si sono ridotti i sacchetti di plastica nel Mar Tirreno, meno nell’Adriatico.

Si pensa che arrivino dai Balcani dove, per esempio, in Albania la legge è del 2018.

Si sono ridotti nel Mare del Nord, Irlanda e nel canale della Manica. Insomma dove la legge impone un utilizzo di materiali biodegradabili, i risultati si vedono.

In Italia dal 1° gennaio dell’anno prossimo sarà vietata per legge la vendita di cotton fioc non biodegradabili.

In Francia dal 1° Gennaio 2020 vietata la vendita di stoviglie in plastica mono uso.

Sul tavolo di Bruxelles invece la proposta di una direttiva: le cannucce, cotton fioc e stoviglie dovranno essere fabbricati esclusivamente con materiali biodegradabili.

Certo, la plastica bio costa il cinquanta per cento in più, ma la Commissione ha calcolato una lunga lista di enormi benefici: meno 3,4 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, meno ventidue miliardi di euro di danni ambientali evitati entro il 2030, più 6,5 miliardi di euro di risparmio per i consumatori.

I governi passano, però l’ambiente resta come noi lo lasciamo.

 

 

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